IL QUARTIERE LIBERTA’

Cara Lettrice e caro Lettore, benvenuto a bordo! Siamo felici di accompagnarti in un  viaggio nella storia del nostro quartiere! Spinti dalla curiosità di conoscere l’origine dei nomi a cui sono dedicate piazze, piazzali, vie, viali e vicoletti, ci avventureremo in un viaggio a ritroso nel passato più o meno lontano ed incontreremo personaggi, ripercorreremo eventi che sono stati tanto significativi per la nostra città da meritarsi  l’intitolazione di una strada; in questo percorso ci aiuteranno i volumi “Le strade di Bari” di Vito Antonio Melchiorre (Periodici Locali Newton). Quindi  accomodati pure e …..buon viaggio!!! Ricordati che se vuoi partecipare attivamente, se hai fotografie d’epoca, articoli di giornale e altro materiale che riguarda la storia del nostro quartiere, puoi contattarci tramite la redazione del nostro sito www.Libertiamoci.bari.it .

Come prima tappa abbiamo pensato di iniziare proprio dal quartiere Libertà.

Il 23 gennaio del 1927, una deliberazione del podestà diede atto per la prima volta che fin dal 1890 si era formato spontaneamente, ad occidente del borgo murattiano, un nuovo rione delimitato da via Manzoni, dalla cinta daziaria (le mura che delimitavano i confini della città) e dalla spiaggia. All’epoca la città era suddivisa in quattro quartieri, e il nuovo quartiere venne incluso nel terzo, denominato “del Littorio”, insieme al rione Picone, alla zona industriale del tempo (l’odierna S. Cataldo) e al territorio rurale che si estendeva fino a Macchie.

Nel 1951, il 14 maggio, il consiglio comunale, in seguito ad un riordino dei quartieri, chiamò il rione individuato nel 1927 “Libertà”, con i limiti segnati ad est da via Brigata Bari, a nord dalla costa marittima, ad ovest da via Caracciolo e a sud dal raccordo ferroviario Bari-porto.

Un successivo provvedimento consiliare del 26 gennaio 1970 precisò meglio i confini: a nord la costa marittima, da via Pizzoli a via Brigata Regina; a sud la ferrovia Bari-Foggia; ad ovest il raccordo ferroviario Bari-porto; ad est via Pizzoli, piazza Garibaldi e via Manzoni.

La popolazione risultava dedita per la maggior parte al commercio e all’artigianato. Questa parte di Bari costituì una delle prime aree di espansione al di fuori del quadrilatero murattiano e conserva non pochi ricordi del passato cittadino, a cominciare da quello spiacevole delle inondazioni provenienti dalla Murge, che l’alveo del Picone scaricò violentemente lungo via Manzoni: alcune targhe, ancora visibili sulle facciate di stabili più datati, ricordano che nel 1905 l’altezza dell’acqua raggiunse i 20 centimetri, nel 1925 i 30 cm, nel 1926 gli 80 cm.

Il quartiere Libertà conserva però anche le tracce dei fatti più notevoli di progresso civile verificatisi a Bari. Una targa in pietra  posta dal sindaco Giuseppe Bottalico sulla ex manifattura tabacchi (in fondo a via Nicolai), attesta infatti che il 24 aprile 1920 venne posta proprio in quel luogo la prima pietra per la realizzazione della fognatura. Lo stesso edificio su cui è presente questa targa, ha del resto accolto, all’inizio del secolo, uno dei maggiori impianti industriali dell’epoca, ora trasferito in luogo più idoneo.

Non si può inoltre dimenticare che in via Napoli sorse la prima officina del gas, che il corso Mazzini fu il primo rudimentale campo di aviazione barese su cui si svolse nel 1911 uno dei primi esperimenti di volo in Italia e che, nel 1882, la tramvia Bari-Barletta cominciò a far partire i suoi piccoli treni da piazzale Disfida di Barletta, denominato all’epoca “Pennacchio”, perché intorno al 1863 lì era stato fucilato il brigante Giuseppe Pennacchio.

Se si rilegge la storia secentesca di Bari, scritta dal gesuita Antonio Beatillo, si apprendono notizie che vanno collocate ancora più indietro nel tempo. Come ad esempio quella che, nel 1555, la regina Bona Sforza, reduce dalla Polonia, prima di dirigersi al castello, appena sbarcata a Bari sostò in un angolo dell’attuale piazza Garibaldi, là dove furono eretti nei primi anni del XVII secolo, la chiesa ed il convento di San Francesco da Paola.

Infine non vogliamo trascurare la notizia affascinante, riportata dagli storici locali, che il 25 maggio 1040, dopo la vittoria di Argiro sui bizantini, quest’ultimo fu consacrato duca di Bari nel tempio di S.Apollinare, posto non lontano dall’odierna chiesa di S.Francesco da Paola.

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