Libertiamoci in rete con Libera per combattere le mafie

a cura di Bianca Maria Fanti
Foto di Francesco Miacola

 

Il 15 dicembre scorso, nella sala dell’Odegitria della cattedrale di Bari, si sono riuniti gli esponenti di varie associazioni e presìdi di Libera con l’obiettivo di creare una rete locale tra chi opera in vario modo per la comunità.

Tra gli esponenti delle varie associazioni siamo stati invitati anche noi di Libertiamoci, in quanto espressione di una scuola di cittadinanza attiva che si adopera per la realizzazione del bene comune. La consapevolezza della corresponsabilità e l’impegno di ciascuno perché ciò che è pubblico funzioni è tra gli antidoti alla mentalità mafiosa, un medicinale contro il cancro della corruzione. All’incontro con don Ciotti erano presenti tante piccole realtà che vivono quotidianamente l’impegno sociale e in quanto tali costituiscono dei veri e propri anticorpi contro la mafia. Hanno preso la parola giovani esponenti di associazioni studentesche, insegnanti convinti che la lotta alla mentalità mafiosa si combatte con la cultura della legalità, magistrati che escono dai tribunali per parlare, confrontarsi ed incoraggiare buone pratiche, cittadini che spendono la loro energia nei quartieri a rischio di Bari. Le parole di don Ciotti hanno incoraggiato le varie associazioni ad unire le varie voci, a perseguire quello che è stato definito il lavoro del “noi”, pur mantenendo la forza che deriva dalla propria identità ed in questo messaggio si riconosce pienamente la nostra scuola di cittadinanza attiva, che proprio in tal senso ha scelto come slogan identificativo “Io voglio, tu vuoi, noi…possiamo”. Don Ciotti ha poi indicato come obiettivo fondamentale la riqualificazione della cultura, che dà gli strumenti per essere persone libere: ”La cultura dà la misura dello stato di salute di una nazione” ed in tal senso vengono incoraggiate le associazioni che perseguono il bene comune attraverso le iniziative culturali. a gli esponenti delle varie associazioni siamo stati invitati anche noi di Libertiamoci, in quanto espressione di una scuola di cittadinanza attiva che si adopera per la realizzazione del bene comune. La consapevolezza della corresponsabilità e l’impegno di ciascuno perché ciò che è pubblico funzioni è tra gli antidoti alla mentalità mafiosa, un medicinale contro il cancro della corruzione. All’incontro con don Ciotti erano presenti tante piccole realtà che vivono quotidianamente l’impegno sociale e in quanto tali costituiscono dei veri e propri anticorpi contro la mafia. Hanno preso la parola giovani esponenti di associazioni studentesche, insegnanti convinti che la lotta alla mentalità mafiosa si combatte con la cultura della legalità, magistrati che escono dai tribunali per parlare, confrontarsi ed incoraggiare buone pratiche, cittadini che spendono la loro energia nei quartieri a rischio di Bari. Le parole di don Ciotti hanno incoraggiato le varie associazioni ad unire le varie voci, a perseguire quello che è stato definito il lavoro del “noi”, pur mantenendo la forza che deriva dalla propria identità ed in questo messaggio si riconosce pienamente la nostra scuola di cittadinanza attiva, che proprio in tal senso ha scelto come slogan identificativo “Io voglio, tu vuoi, noi…possiamo”. Don Ciotti ha poi indicato come obiettivo fondamentale la riqualificazione della cultura, che dà gli strumenti per essere persone libere: ”La cultura dà la misura dello stato di salute di una nazione” ed in tal senso vengono incoraggiate le associazioni che perseguono il bene comune attraverso le iniziative culturali.

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