PERCHE’ DOBBIAMO FARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA: ANCHE TU PUOI FARE LA DIFFERENZA

 

 

Articolo di Francesco Miacola

Foto di Roberta Giordano

Il 2012 oltre a essere l’anno della recessione, l’anno in cui finirà il mondo (secondo i Maya), un anno nero così come è stato previsto, può e deve essere invece un anno verde, l’anno della raccolta differenziata. Una via per superare gli ostacoli che ripetutamente troviamo nella nostra vita è davanti ai nostri occhi e non ce accorgiamo neanche, questa via ce la fornisce la natura. Un saggio diceva che basta osservare la natura per risolvere i propri problemi ed è quello che dobbiamo fare. In natura ogni cosa si trasforma e rientra nel ciclo della vita, basta pensare anche a un albero e alle foglie che cadono e col passare del tempo diventano humus nel terreno dove magari nasceranno altri alberi grazie ai semi dei frutti lì presenti. Non possiamo considerare il pianeta una discarica dove abbandonare i nostri scarti e i nostri rifiuti ma dobbiamo fare in modo che ci sia un processo ciclico e che le cose che non servono più inquinino il meno possibile e che occupino meno spazio. Insomma dobbiamo fare in modo che la nostra vita sia sostenibile nei confronti dell’ambiente che è intorno a noi è che in un certo senso siamo tutti noi. Salvaguardando l’Ambiente salvaguardiamo noi stessi. Ridurre, riutilizzare, riciclare sono le tre regole da seguire. Ridurre i consumi e gli sprechi, evitando di acquistare inutili oggetti,  riutilizzare bottiglie già usate una volta per raccogliere liquidi come nel caso di latte e vino per gli alimentari o per i detersivi. Riutilizzare i vecchi vestiti per darli a chi non ce li ha o altri oggetti ormai inutili per noi ma che possono essere utili per qualcun altro. Riciclare e quindi fare la raccolta differenziata. Questa deve essere la nostra sfida. La recente iniziativa cartoniadi ci ha insegnato proprio questo, a rispettare l’ambiente, un rispetto per le generazioni future in quanto sono loro che si troveranno a vivere in un mondo sempre più inquinato e insostenibile. Noi dobbiamo fare la raccolta differenziata in modo da ridurre la produzione dei vari materiali e poter così riutilizzare molti di questi. E oltre a essere un risparmio che salva la natura salva anche il nostro portafoglio, infatti parlando per esempio della carta,  quella non riciclata costa molto di più di quella riciclata che termina il suo ciclo negli inceneritori con un costo che va dai 96 ai 192 euro/tonnellata, mentre il trattamento della carta da riciclare costa tra 64 e 96 euro/tonnellata, il che comporta un risparmio energetico e quindi si inquina meno. Un guadagno di circa 30 euro a tonnellata che moltiplicata per le migliaia di tonnellate di carta che quotidianamente utilizziamo è un risparmio notevole.

Risparmiando la carta possiamo evitare di produrla in grandi quantità risparmiando la vita a molti alberi, che i popoli dell’Amazzonia definiscono le colonne del cielo e in un certo senso lo sono, pensate all’ossigeno che respiriamo e al contributo che ci danno questi protagonisti involontari della nostra vita. Pensate alle bottiglie di plastica o di vetro che se non vengono riciclate finiscono in chissà quali discariche e occupano spazi enormi sottratti a chissà quante cose.

Ma veniamo al fattore economico, secondo le leggi dell’Unione Europea l’Italia entro la fine del 2012 dovrà raggiungere il 65% della raccolta differenziata e se non lo farà sarà soggetta a sanzioni il che equivale a dire che ci saranno delle ulteriori tasse da pagare. Il presidente della regione Puglia Nichi Vendola ha dichiarato: ““Il 2012 deve essere l’anno in cui tutti i pugliesi dovranno partecipare ad una sfida di civiltà. Fare cioè la raccolta differenziata, farla crescere in modo da trasformare il rifiuto da problema a risorsa economica”  “L’Ecotassa, la nuova modalità legata alla raccolta differenziata – ha continuato  Vendola– entrerà in vigore dal 1 gennaio del 2013. Tuttavia i cittadini devono sapere che quello che faranno dal 1 gennaio del 2012 avrà effetto dal 1 gennaio del 2013. Se loro, nel corso del prossimo anno, avranno modificato le abitudini e implementato significativamente la raccolta differenziata, avranno dei benefici nell’anno successivo. L’effetto è questo: più cresce la raccolta differenziata più si abbatte l’ecotassa. Meno raccolta differenziata si fa, più ci sarà una stangata. Ogni cittadino pugliese  deve sapere che ogni volta che raccoglie l’alluminio, la plastica o l’umido nel singolo sacchetto sta risparmiando qualche centesimo di euro che, nel corso dell’anno, significa un bel gruzzolo. E questo non solo aiuta noi a non avere il problema di smaltire quel rifiuto in discarica, ma aiuta il cittadino a risparmiare. Se invece il cittadino pugliese sarà pigro, a noi creerà un problema ambientale, ma per lui sarà un problema economico.”

Quindi pensate che facendo la raccolta differenziata ci facciamo solo del bene. E il bello è che tutti noi, aiutati dalle amministrazioni pubbliche, possiamo fare la differenza. I protagonisti di questa rivoluzione verde sono infatti i cittadini e sono loro che devono diffondere questo messaggio  il più possibile. Quindi proviamo a pensare cosa è per noi superfluo, cosa ridurre cosa riutilizzare e soprattutto ricicliamo i rifiuti che  possono essere riciclati. Separiamo tra loro la plastica, i metalli, la carta e il vetro, con la consapevolezza che con un semplice gesto stiamo facendo molto. Molti Paesi Europei hanno raggiunto alti livelli di raccolta differenziata da parecchi anni e noi non dobbiamo essere da meno. Diffondiamo  con una consapevolezza ecologica tutto questo che può essere il primo passo per un’educazione ambientale più ampia. In un mondo che ha superato quota 7 miliardi di persone dobbiamo necessariamente cambiare il nostro stile di vita in maniera più sostenibile in modo tale che le prossime generazioni non trovino un mondo dove poter soddisfare le proprie esigenze. Tutti possiamo fare la differenza, differenziamo i rifiuti, cerchiamo di lasciare a chi verrà dopo di noi un mondo migliore di questo che abbiamo trovato. Facciamo la differenza.

 

Francesco Miacola

 

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