VIA CALEFATI

 
Articolo di Agnese Di Nardi
Foto di Roberta Giordano

Via Calefati va da Corso Cavour fino in Via Ettore Fieramosca, attraversa quindi non solo il quartiere Libertà ma anche il quartiere Murat.

Alessandro Maria Calefati fu un teologo, linguista, storico, archeologo. Nacque a Bari nel 1726 e, avendo presto manifestato un vivace ingegno, fu avviato agli studi presso il seminario locale, dove si distinse particolarmente nell’apprendimento del latino, del greco, della filosofia, della teologia, del diritto canonico e civile, della storia e dell’archeologia.

In seguito divenne sacerdote e nel 1770 si trasferì a Napoli dove, grazie alla sua vasta cultura, fu nominato professore di teologia e poi catechista nell’università di Napoli. Fu anche nominato rettore di un collegio di educazione, fondato presso la medesima università.

Nel 1780 fu nominato vescovo di Potenza e poi trasferito a Oria, dove visse fino al 1793, distinguendosi per zelo religioso e per la profondità del suo sapere. Fu autore di numerose opere, quali, ad esempio, Gli elementi particolari della storia d’Italia, e della cronologia universale sacra e profana e La vita di Giulio Lorenzo Selvaggi; ma la maggior parte delle sue opere è rimasta inedita, anche perché è andata perduta, insieme con un’importante raccolta di cimeli, quando la barca che trasportava tutti gli averi di Calefati da Taranto a Napoli fu depredata.

Viene a lui attribuito il clamoroso falso del manoscritto contenente la Historia translationis mirificae imaginis S. Mariae Constantinopolitanae, che un certo prete Gregorio avrebbe scritto nell’anno 892, per raccontare l’arrivo a Bari, il 3 aprile 733, della miracolosa immagine della Madonna di Costantinopoli.

 

 

Bibliografia:

“Le strade di Bari” di Vito Antonio Melchiorre (Periodici Locali Newton).

 

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