VIA PUTIGNANI

Articolo a cura di Agnese di Nardi 
Foto di Roberta Giordano    

Niccolò Putignani fu uno studioso e uno storico. Nacque a Bari l’11 gennaio del 1710. Poiché fin da piccolo si era dimostrato molto sveglio e ingegnoso, i genitori lo fecero studiare nella scuola dei padri della Compagnia di Gesù di Bari, dove il ragazzo si dimostrò particolarmente portato specialmente nel campo delle discipline filosofiche e letterarie. Nel 1724 fu mandato a Venezia, per perfezionarsi nello studio del latino e del greco e nel diritto civile e canonico. Si trasferì poi a Padova, dove nel 1728 conseguì la laurea in diritto. Poi si recò a Napoli, per specializzarsi in legge e cominciare a far pratica da avvocato. Contemporaneamente non trascurava gli studi di teologia e iniziò ad apprendere la lingua ebraica.

Tornato a Bari, lavorò come insegnante privato. Avendo sempre avuto però spiccata vocazione per la vita religiosa, intraprese gli studi per diventare sacerdote. Una volta consacrato, divenne lettore di sacra teologia e diritto canonico nel seminario di Bari. Nel 1745 divenne canonico della basilica di San Nicola. La sua figura e le sue attività sono descritte con molti dettagli negli atti dell’archivio nicolaiano, in cui Putignani viene presentato come un personaggio di alta dottrina, ma anche scontroso e litigioso; tra le altre sue caratteristiche, c’è anche quella che era piuttosto cagionevole di salute e quasi completamente calvo, tanto che fu autorizzato, nel 1777 a poter usare una parrucca.

Grazie alla sua vasta cultura riscosse apprezzamenti lusinghieri da parte delle personalità più in vista della sua epoca. Per questi suoi meriti nel 1780 fu nominato dal re Ferdinando IV di Borbone, socio nazionale di quarta classe per la storia, all’interno della Reale Accademia delle Scienze e Belle Lettere. Morì il 19 marzo 1795.

Diverse furono le sue opere, edite e inedite, e tutte di altissimo livello culturale. Fra questa va ricordata: Vindiciae vitae et gestorum S. Thaumaturgi Nicolai archiepiscopi Myrensis (Napoli, tomo primo nel 1753 e tomo secondo nel 1757), dedicata al re Carlo III. In quest’ opera è riportato il testo integrale della storia della traslazione delle ossa di S. Nicola, scritto dall’arcidiacono Giovanni. Scrisse anche una fondamentale Istoria della vita, de’ miracoli, e della traslazione di S. Nicolò Arcivescovo di Myra (Napoli, 1771).

Gli fu intitolata una delle vie più centrali della città nel 1833.

Bibliografia: Vito Antonio Melchiorre, Le strade di Bari, Periodici Locali Newton

© 2016 Libertiamoci.Bari.it - Ass.Cult. “Scuola di Formazione alla Cittadinanza Attiva – Libertiamoci” - Sito realizzato da Barikom. Su