C’era una volta un cinema

Articolo e foto di Donatella Albergo                 

C’era una volta un cinema, Jolly era il suo nome.

Nasceva nascosto in fondo a un cortile, in fondo a una via, una via dritta del nostro quartiere che dal mare porta ad alti platani e all’alta binario ferroviario di corso Italia. Qui i platani segnano ancora le stagioni, per quel poco che possiamo vedere nel centro della città. Sagarriga Visconti era la via del vecchio cinema. Di quegli alberi qualcuno muore strozzato dall’inquinamento, ma molti resistono eroicamente. Hanno di fronte i caseggiati austeri dell’edilizia popolare fascista per i lavoratori delle ferrovie. Intorno all’ultimo isolato, quei superbi palazzi sembrano guardarti passare diffidenti. Piccoli giardini li incorniciano e in primavera il pitosforo fiorito che si affaccia sul reticolato del perimetro profuma l’aria frizzante del mattino.

In cinema Jolly era lì. Ci si arrivava attraversando un cortile, ora soffocato  parcheggio per auto di un grosso condominio. E in fondo a due ali di macchine, si vede ancora la vetrata d’ingresso con i profili in legno scuro e una cornice di marmo verde.

Vola allora il ricordo a voci, rumori, risate, musiche e colonne sonore, commenti, brusii, odori, colori, fumi. Dopo l’ingresso, c’era subito la biglietteria a sinistra, poltroncine in legno lungo le pareti laterali tappezzate di cartelloni di film e in fondo, di fronte, l’accesso alla sala. Una grande porta di legno, con due oblò per occhi, immetteva nella platea protetta da pesanti tende scure per schermare la luce, ma anche la polvere e il nero di fumo. Allora a cinema si poteva fumare ed era la camera a gas… Si poteva entrare in qualsiasi momento della proiezione, pochissimi usavano, allora, guardare gli orari degli spettacoli e coordinarli con l’ingresso. Ma quel cinema era speciale… Ho visto i migliori film della mia vita, in quella sala è passata la storia del cinema, del migliore cinema. Già allora era una sala d’essai e la frequentavano tanti studenti. Il prezzo era basso, era un cinema di seconda, forse terza visione. Una volta c’era questa classificazione per i cinema, con conseguente differenze nel costo del biglietto. Oggi ci sono solo sale di prima visione, la televisione e la rete fanno il resto, intanto il piccolo cinema di quartiere muore schiacciato tra questi due colossi e il suo ricordo sbiadisce. Mi viene in mente “Nuovo cinema Paradiso” di Tornatore e spero che il Jolly non faccia la stessa fine, che qualcuno o qualcosa lo salvi, perché senza quel cinema abbiamo perso qualcosa e siamo tutti più poveri.

Io passo quasi ogni giorno davanti a quella piccola sala e penso: qui c’era il cinema Jolly, quanti bei film ho visto, lì ho imparato ad amare il cinema, quando si usciva dall’ultimo spettacolo, riflettendo e commentando, mentre il cinema chiudeva… Ogni volta mi accorgo di ripetere la stessa cosa. E penso che sto invecchiando.

 

cortile ingresso

cortile esterno

 

ingresso cinema

ingresso

 

botteghino

botteghino

 

porta di ingresso alla sala

ingresso alla sala

 

11 comments

  1. luciana prisciandaro

    Sono trentanove anni che non vivo più a Bari , ma quel cinema lo ricordo benissimo . Ho assistito a qualche film ” musicarello ” degli Anni Sessanta nei pomeriggi domenicali di libera uscita di quei tempi . Facevo pocaattenzione , allora , ai platani ed al verde ( che certamente non era così mortificato come adesso ) . Se mi aggirassi oggi per quelle strade , sarei molto interessata agli alberi superstiti ed a quel pitosforo ( quasi miracoloso in una città che soffoca ) cui accenna poeticamente Roberta .

    • Roberta Giordano

      Grazie Luciana per il tuo commento, lo condivido pienamente, ma per correttezza voglio dire che la poesia dell’articolo è merito di Donatella Albergo che lo ha scritto, io l’ho solo pubblicato.

  2. luciana prisciandaro

    Grazie per la segnalazione , Roberta .
    La prossima volta che verrò a Bari , farò un giro da quelle parti ( che ho frequentato abbastanza , pur essendo nata nel rione Madonnella ) .

  3. lorenzo

    A proposito di cose che cambiano: siete interessati a pubblicare un video dinedito di un amico sulle trasformazioni di quattro immobili del rione Liberta’?
    Saluti.

  4. vincenzo

    non ho tempo e mezzi ma suggerisco… rione libertà/murat ex casa chiusa di via eritrea, se non sbaglio, ora demolita e ora vi è un nuovo palazzo…

  5. Giovanni

    Quanti ricordi di un ragazzo appena adolescente. ” buonasera, sono il figlio di Lic……” ” prego si accomodi” E dietro di me entravano tre/quattro miei cuginetti.

  6. Peta Dunia

    Nel periodo in cui l’ho frequentato io, anni Ottanta, ogni pomeriggio c’era un film diverso. Allora chiamavo al telefono l(sapevo il numero a memoria) e c’era la segreteria telefonica, con un messaggio sempre uguale, recitato da una voce femminile: “Qui segreteria telefonica del cinemajolly. Oggi, per la selezione films d’essai, si proietta il fim (seguiva titolo)”. Ricordo di aver visto “il laureato”, con la colonna sonora di Simon e Garfunkel, ma anche “identificazione di una donna” di Antonioni e chissà quanti altri. Ero adolescente ma ci andavo da solo perché tutti i miei amici preferivano i film comici in prima visione, roba con Jerry calà o Massimo Boldi.
    Non vivo più a Bari da 23 anni, ma quanto darei per poter telefonare e sentire quel messaggio registrato!
    Oggi ho citato questo cinema in un post del mio blog, e mi è venuta voglia di fare la ricerca su google che mi ha portato su questo sito. Non ho mai abitato al quartiere Libertà, ma al Jolly c’è un pezzo della mia giovinezza.
    Saluti

    • Gigia

      “Risponde la segreteria telefonica del cinema Jolly. Oggi, per la selezione films d’Essai, si proietta il film “Il laureato”, con Dustin Hoffman e Ann Bancroft, regia di Mike Nichols. Orario degli spettacoli: 16 – 17,40 – 19,20 – 21 – 22,40. Grazie per averci telefonato ed ascoltato”.

  7. Lucio

    Abitavo a due passi, giocavo persino a pallone in quello stesso cortile.
    A differenza degli altri bambini, qualora riuscivo a racimolare le fatidiche 2000 lire, non mi dirigevo in sala giochi, ma qui, per acquistare un biglietto ridotto.
    Ricordo ancora il viso del proprietario, il quale assecondava spiritosamente il mio mentire sull’età anni dopo per non pagare il prezzo intero di 3000 lire (aveva una pazienza incredibile), nonché lo scatto metallico della sua obliteratrice (identica a quella di Polar Express).
    Dopo il mio primo film, Superman al Galleria, qui mi sono beato di Ghostbusters, Ritorno al futuro, La storia infinita, Highlander, Legend, Indiana Jones e il tempio maledetto, Il mio piede sinistro… Era diventato il “mio” cinema.
    Grazie a quelle “scivolose” poltrone di legno, al rumore sordo di quella moquette e a quella fantastica atmosfera, come potevo non innamorarmi della cinematografia? Ho imparato ad amarla a livelli tali che vi sono quasi riuscito a lavorare.
    Adesso me la godo da vero appassionato e collezionista, mentre tramando questa passione ai miei figli che accolgono con sempre più crescente entusiasmo.
    Unico rammarico? Avrei voluto dare il mio primo bacio alla mia prima ragazza in quel cinema, su quelle poltrone, ma, ahimè, era ormai chiuso… e mi sono dovuto accontentare di un biliardo del “Dribbling” dopo aver marinato la scuola. Decisamente una visione meno romantica.
    Come me, tanti altri bambini sono stati tolti dalla strada grazie a questo tipo di cultura della quale Bari ha un bisogno viscerale tutt’ora. Ora vivo in tutt’altra città, a 1200 km di distanza, ma se Dio vorrà che mi arricchisca un giorno vi assicuro che non esiterei un attimo per acquistarlo, rilanciarlo e offrirlo gratuitamente ai più bisognosi.
    Chiudo con la speranza che i loro successori (o, perché no, gli stessi proprietari) si imbattano in questo sito e nel mio messaggio… Per ricevere il mio immenso GRAZIE.
    Saluti tutti con una raccomandazione: continuate così, non dimenticate mai, perché questo tipo d’amore non scade come lo yogurt!

  8. Lucio

    Piccolo aneddoto…
    Adesso il quartiere Libertà si estende fino a Via Quintino Sella, visto anche la forte espansione urbana verso l’interno della città (anziché sulla costa), ma in quegli anni, all’incirca fino ai primi anni ’90, il confine si fermava fino Via Manzoni (c’era una targa con una dicitura che lo indicava, con angolo Via Crisanzio, chissà se c’è ancora), quindi Via Sagarriga Visconti e con essa il Cinema Jolly facevano parte del quartiere Murat.

Lascia un commento

Required fields are marked *.


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

© 2016 Libertiamoci.Bari.it - Ass.Cult. “Scuola di Formazione alla Cittadinanza Attiva – Libertiamoci” - Sito realizzato da Barikom. Top