LA RETE DELLA SOLIDARIETA’

Articolo di Donatella Albergo                                    
Foto di Roberta Giordano                                    

“Aiutiamoci ad aiutare” un nuovo progetto di coordinamento in rete tra le associazioni di volontariato.

 

In punta di piedi e lontano dai riflettori, si è tenuto Ieri, 22 novembre, alle 18,30, presso la parrocchia del Preziosissimo Sangue in San Rocco, un incontro tra numerose associazioni di volontariato, di ispirazione laica o religiosa. Eppure la sensazione era di partecipare a un piccolo evento di cui poi si sarebbe detto: tutto è cominciato da lì. Lo scopo è stato quello di avviare un progetto di coordinamento, anche in rete, tra le forze in campo, al fine di ottimizzare le energie e le risorse umane e materiali. L’importante appuntamento anticipa il Meeting del Volontariato che si terrà il 23 e 24 Novembre e che vede coinvolte un centinaio si associazioni.

Hanno partecipato i rappresentanti del gruppo “Stargate”del Centro Servizi, le Vincenziane, Volontarie della Carità, che assistono 30 famiglie, i rappresentanti degli “Avvocati di strada” e dell’Associazione IN.CON.TRA. che prestano la loro assistenza ai senza fissa dimora e alle famiglie in difficoltà, i sigg. Biagio De Marco e Decio Minunno che coordinano rispettivamente le mense di San Rocco e della Caritas, il sig. Gilberto Stea, portavoce dell’associazione socioculturale “Stella del Sud” che si occupa dei senza fissa dimora della parrocchia Sant’Antonio, la psicologa Patrizia Facchini che collaborerà con il “Centro di Ascolto” di San Rocco, il rappresentante di “Riconosciamo Bari” che ha presentato la sua aspirazione a recuperare e riqualificare vecchie strutture in disuso della città, come l’Ospedale Militare, l’ex Caserma Rossani, la Manifattura dei Tabacchi.

Ogni associazione ha illustrato il proprio campo d’azione, gli obiettivi, i limiti, i destinatari, i progetti in atto e futuri con lo scopo di conoscersi più a fondo per coordinare gli interventi, da subito, in vista anche delle imminenti festività natalizie.

Sono emersi alcuni aspetti fondamentali, anche frutto di precedenti incontri. Innanzitutto le povertà sono sempre più numerose e investono non solo i migranti, ma anche gli italiani  e le famiglie. Molto spesso queste non denunciano le loro necessità per paura che i servizi sociali sottraggano loro i figli. Inoltre le risorse esistono, ma non sono distribuite equamente e, anche quando vengono messe a disposizione, non sempre i volontari sono sufficienti per la raccolta e la distribuzione.

I più impellenti problemi individuati sono: l’urgenza del lavoro, anche part times, e di conseguenza di una bacheca virtuale del lavoro che incontri la domanda e l’offerta; la creazione di un sito o una pagina Facebook, punto di riferimento di tutte le associazioni; l’assistenza medica gratuita, con l’aiuto di medici volontari che prestino la loro opera come già fanno gli “Avvocati di Strada”; il potenziamento della raccolta alimentare e del banco farmaceutico per tentare di temperare le disuguaglianze; un coordinamento più capillare delle mense, con una mappatura dalla dislocazione e degli orari in un volantino mensile presente in ogni associazione o parrocchia e a disposizione di chi ne ha bisogno.

Le associazioni hanno dimostrato fervore inesauribile, nonostante la crescente povertà ridimensioni continuamente le loro attività e aumenti il loro lavoro. E mentre ognuno parlava di raccolta alimentare e farmaceutica, di arruolamento di volontari, di medici e di avvocati, di supermercati e mercati generali, io pensavo a fra Galdino, il frate cappuccino che andava “alla cerca delle noci” in casa di Lucia de “I promessi sposi”. “Noi siam come il mare, che riceve l’acqua da tutte le parti,  e la torna a distribuire a tutti i fiumi”.

L’incontro è stato presieduto e coordinato da don Vito Piccinonna, neodirettore della Caritas Diocesana di Bari-Bitonto che coordina ben 126 parrocchie sul territorio diocesano. Il giovane sacerdote sembrava dare un nome e un volto ad ogni  povero, invisibile per una società che non vuol vedere, ma visibilissimo agli occhi di chi ha voglia di rimboccarsi le maniche per dare dignità a chi è nell’indigenza e si nasconde, per chi ha voglia di “andare incontro alle periferie”. Sono state queste le espressioni di don Vito, insieme a quelle di sollecitudine per l’aspetto educativo e non solo assistenziale del volontariato. “L’assistenza non deve protrarre il regime di povertà e lasciare che l’assistito si adagi”, ma deve essere stimolo, ricerca, cooperazione. “La vera carità non è manovalanza, è intelligenza. Non è solo cuore: sa guardare dentro, ma anche oltre” ha continuato don Vito.

Insomma il volontario non soccorre soltanto, ma sostiene e solleva.

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