Un Question Time a prova di candidato

Articolo di: Teresa Scolamacchia e Antonio Garofalo
Fotografie di Roberta Giordano

 

“Più dei social network, dei mass media, poté la partecipazione”. Si potrebbe sintetizzare in questo modo la riuscitissima iniziativa promossa il 15 maggio u.s., dalla Scuola di Formazione di cittadinanza attiva “Libertiamoci” con altre associazioni: “Anche noi – cittadinanza attiva”; “Giuseppe Lazzati”; “Arca centro di iniziativa democratica”; Associazione “Periplo”.

Alla mezzanotte di oggi si chiude questa campagna elettorale “beve”, in cui oltre che per le Europee vede la città di Bari coinvolta per le elezioni del “primo cittadino” e consiglio comunale, oltre ai Presidenti dei Municipi (cinque complessivamente) e relativi Consigli .

Il Question Time -come detto- svoltosi il 15 maggio u.s., ha visto la sala dell’Officina degli Esordi, Laboratorio Urbano, riempirsi di cittadini che volevano informarsi, partecipare e comprendere i programmi futuri per la nostra città proposti da chi si candida per amministrarla, nei prossimi cinque anni.

Presenti: Antonio Decaro (centro sinistra); Irma Melini (Irma Melini per Bari); Elisabetta Pani (M5S);Sabino De Razza (Lista sociale , Baricittàperta);Francesco Corallo (pensionati e giovani invalidi ). Moderatore: Ninni Perchiazzi (Gazzetta del Mezzogiorno).

Ninni Perchiazzi

 

Dunque, ad eccezione di Di Rella (centro destra), tutti i candidati invitati erano presenti a testimoniare la volontà di confrontarsi su temi d’interesse comune. Tre le domande, formulate “in sinergia” dalle associazioni partecipanti, spiccavano questioni quali: welfare, sicurezza e ambiente, su tutte le altre.

 

Irma Melini

Venendo poi agli interventi e soprattutto alle diverse proposte di governo per la nostra città Le prime “battute” sono state quelle di Irma Melini, , ha evidenziato l’importanza delle consulte che, ha detto, dovrebbero racchiudere comitati ed associazioni, per garantire che le decisioni siano prese in maniera realmente partecipata. Riguardo alla gestione rifiuti ha proposto “l’abbattimento” della TARI, proponendo il modello tanto consumi tanto paghi (il “pay as you throw” di successo in vari comuni nel nord Italia e in EU), con investimenti per trasformare il biogas in metano da recuperare come fonte energetica. La Melini vede Bologna come esempio. Nell’Amministrazione devono esserci esperti nazionali e perché no anche con “curricula” internazionali. Ha suggerito l’introduzione di una tassa di soggiorno.

Elisabetta Pani

La candidata del M5S, Elisabetta Pani , ha esordito dicendo che “ambiente, rifiuti e acqua pubblica sono temi dei 5 stelle”, proponendo l’eliminazione della plastica e far diventare Bari come un comune “plastic free” , in primis con una sua eliminazione negli edifici pubblici. Secondo la Pani , dopo l’informazione dei cittadini sulla raccolta porta a porta, si dovrebbe rendere efficiente questo tipo di raccolta per le attività commerciali e per i quartieri periferici. La tariffa rifiuti dovrebbe essere “puntuale”. Molto critica sul verde pubblico; promesse non mantenute secondo la Pani, che cita la quantità di zero verde ogni 100 abitanti. Troppo poco…. bisognerebbe piantare un albero ogni nato. Ha proposto Case dell’acqua (una è già in funzione al PoliBa ndR) in vari municipi, per garantire l’approvvigionamento pubblico ovunque.

Francesco Corallo

E poi il candidato Francesco Corallo (Lista pensionati e giovani invalidi) che ha indicato come tutti I programmi elettorali sono “bellissimi” dapprincipio, salvo poi realizzare quanto detto. Energia pulita e ripristino dei vecchi filobus queste le sue prime proposte; a seguire l’introduzione di uno sportello dell’anziano e del disabile e, per concludere, un’attenzione al commercio.

Sabino De Razza

Sabino De Razza (Baricittàperta) ha affermato che in Puglia c’è già stato un referendum per l’acqua pubblica, quindi I cittadini si sono espressi in tal senso. No alle privatizzazioni di trasporti e servizi. Lo stato deve mantenere la proprietà di strutture e servizi che non possono essere alla mercé del profitto. Ed ancora, alcuni processi vanno portati fino in fondo, perché ci sono leggi che non vengono applicate, come quella di piantare un albero ogni nato (già citata dalla Pani). L’Amministrazione, dice, non ha ancora deciso cosa fare di aree non utilizzate, sarebbe necessario snellire la burocrazia. Cita come esempio l’Ospedale Militare “L. Bonomo”, polmone verde, che potrebbe essere messo a disposizione della cittadinanza.

Antonio Decaro

Ultimo nel prendere parola, il sindaco Antonio Decaro con il tema conferimento/smaltimento rifiuti, che ha indicato che la raccolta “porta a porta” serve vari quartieri di Bari, ma è difficile in centro, dove saranno aperte delle “Riciclerie”. La TARI non sarà ridotta, considerando che la quota prevede il compenso degli addetti alla raccolta porta a porta, ma sarà possibile una tariffazione puntuale grazie ad un codice QR (su schede al conferimento)che consentirà di valutare chi effettua una separazione dei rifiuti maggiore. Un impianto di compostaggio è già in fase di realizzazione. Considerando I trasporti pubblici Decaro ha annunciato l’arrivo di 25 autobus ibridi; con 10 Mln di euro della Regione son stati acquistati 120 autobus che hanno percorso un totale di 2 milioni di km . Con rispetto al verde cittadino, son stati creati alcuni parchi di cui uno nel territorio dell’ex-Fibronit. La sfida, secondo Decaro è la manutenzione di quanto già realizzato: è difficile, però, spendere soldi in manutenzione quando manca il rispetto da parte dei cittadini.

Sul tema della legalità e sicurezza Pani ha risposto che a Bari esistono 14 clan criminali da contrastare: è ciò deve partire da un’energica attività del prefetto quale rappresentante del ministero degli interni oltre che rappresentante del Governo.

Decaro ha sottolineato che I sindaci devono prendere posizione contro la criminalità, facendo riferimento a quando si è costituito parte civile dopo le denunce di commercianti di Carrassi, e al caso della “rivolta delle fornacelle” (disordini nel 2012 in cui clan criminali si spartivano il controllo dell’arrostimento carni per strada durante la festa di S. Nicola).

Durante l’amministrazione Decaro sono state montate 500 telecamere in vari punti della cittá e se ne monteranno altre 500; anche l’illuminazione a LED in vari punti della cittá (come a P.zza Garibaldi) è stata fatta per garantire piú sicurezza. (cita le Reti Civiche Urbane e “rigenerazione creative” dicendo che questa amministrazione ha imparato dai risultati)

De Razza si è espresso contro il controllo e lo “stato di polizia”. Per lui, più che telecamere ci vorrebbe scuola a tempo pieno. Su questo tema è cominciato un dibattito con l’intervento di Corallo che ha indicato come la criminalitá si combatte con il lavoro; per la Pani anche con “l’educazione civica, re-introdotta da questo governo”.

La Pani ha proposto, inoltre, un tavolo di confronto permanente anti mafia e antiracket. Ha continuato riferendo di aver parlato lo stesso giorno del dibattito (15 maggio ndR) con il ministro della giustizia: “C’è usura dei commercianti da parte dei clan” ed ha proposto l’istituzione di uno sportello “SOS- pizzo”, e il “controllo di vicinato” come l’unione virtuosa di cittadini che segnalano situazioni di pericolo. Sempre la candidata del Movimento 5 Stelle ha citato che la Puglia è la quinta regione per dispersione scolastica.

Irma Melini, già consigliere comunale nell’attuale amministrazione, ha citato la bellezza della città come fondamentale indicando che a Bari manca la manutenzione essenziale. Per la Melini, “si vince senza armi e la devianza minorile si combatte offrendo lavoro”. E poi il valore dello sport a livello agonistico che, sottolinea, lei ha praticato sin da piccola “senza fumare neanche uno spinello”: l’attività sportiva come componente quindi di lotta, contro la criminalità. Da amministratrice comunale, ha anche espresso la sua “vergogna” nel visitare e vedere la stato di abbandono di Enziteto.

Il dibattito attraverso un focus sul quartiere Libertà proposto dal moderatore Perchiazzi ha sollevato il tema dello spostamento del Palazzo di Giustizia dal quartiere Libertà. Decaro ha detto che è necessario conoscere lo studio di fattibilità di “Arcipelago” per considerare lo spostamento alle casermette. Per Decaro il depauperamento del Libertà verrà contrastato con la presenza del CNR nell’ex Manifattura Tabacchi , già sede di Porta Futuro (centro per l’impiego). Irma Melini vede il Libertà come una priorità: abbattimento, ricostruzione e riqualificazione. La Melini ha sottolineato come viga il “coprifuoco” nel quartiere, e alle “Casermette ci sia un problema di viabilità”.

La Pani, è quindi intervenuta, riprendendo lo stato di degrado del quartiere Libertà e proponendo un polo amministrativo per il sociale situato a Palazzo de Nicola. E poi una domanda al Sindaco Decaro: “Perché Bari non ha approvato il nuovo progetto urbanistico generale (PUG)? Secondo Pani conteneva varie caratteristiche di sostenibilità.. è necessario contrastare l’ espansione edilizia selvaggia e riqualificare di quanto già esiste, incluso le case popolari. Quindi “contro i quartieri ghetto e il consumo di suolo”. A questo punto de Razza è intervenuto dicendo “Siamo fermi a 15 anni fa. All’epoca c’era ancora il Nautico, la Manifattura Tabacchi e via della Carboneria, si sarebbe dovuto agire prima, ma forse il progetto Arcipelago si può ancora fare.

Ora la parola passi alle urne e alle scelte dei cittadini. Buon voto!

Lascia un commento

Required fields are marked *.


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

© 2016 Libertiamoci.Bari.it - Ass.Cult. “Scuola di Formazione alla Cittadinanza Attiva – Libertiamoci” - Sito realizzato da Barikom. Top