Il sindaco che non c’è e le domande senza risposte.

Articolo di AG
Foto tratte dal WEB

Siamo a dicembre: oggi giornata tipicamente invernale. Pioggia e freddo. Sono in molti a riflettere che in questo tempo, prossimo a un altro Natale, un candidato sindaco per questa città, ancora non c’è, visto peraltro che i maggiori capoluoghi di provincia (penso a Lecce, Firenze, ma anche altre città) hanno già deciso. Un’anomalia non perdonabile, evidentemente in democrazia.

A Bari, è il caso di precisarlo, tale considerazione vale sia per la “sinistra” che per la “destra”: e ciò non è un bene, perché presuppone indubbiamente, una difficoltà della politica (locale) a programmare un futuro amministrativo e soprattutto di chi lo guiderà, in temini non solo di leadership, ma anche di responsabilità.

Il tempo, breve (giugno 2024), in cui dovremmo andare a votare, la legge stabilirà la data esatta, si ricollega a un’idea di successione o di evoluzione e quando tale periodo di scelta è sospeso, come in questo caso, rimangono dubbi e domande che meritano serie risposte, per evitare appunto che si parli di “giochi di potere”, in un contesto in cui peraltro vince l’astensionismo, non dimentichiamolo.

E ciò vale sia per una “parte”, che per “l’altra”. La prima perché manifesta in modo evidente il suo disagio, ostacolo, complicazione nel trovare la continuità dopo oltre dieci anni di governo locale. La destra perché non ha ancora le idee chiare sul nome da dare agli elettori-cittadini, dimostrando di non essere in grado di distinguersi.

Nel frattempo, la cittadinanza attiva apre al confronto e ai dibattiti, limitandosi a muovere temi e obiettivi da realizzare, in un corpo elettorale ancora orfano di candidati.  Insomma, citando la strofa di una nota canzone, “il mare d’inverno agita…” anche questa città. E lo fa con tante domande che restano senza risposte necessarie a creare una linea d’indirizzo politico che possa sintetizzare le istanze concrete di una comunità, appunto e soprattutto verso chi si propone di esserne “guida”.  

Quali sono queste sollecitazioni? Eccone giustappunto alcune.

Quanto ha bisogno di scopi giusti la politica di oggi, considerando diverse difficoltà difronte alle quali la stessa non ha risposte. E’ impreparata, vive una mancanza del senso di appartenenza ad una comunità, l’indifferenza al bene comune, l’astensionismo elettorale!

Clientelismo, voto di scambio e corruzione sono anche figli di una cultura della legalità carente o addirittura assente, fenomeni o devianze che costituiscono un terreno fertile per la criminalità organizzata.

Un’idea o proposta per combatterle?

Povertà ed esclusione sociale alimentano l’illegalità diffusa e la criminalità organizzata che a loro volta rendono difficile combattere la povertà e sostenere i processi di sviluppo e inclusione sociale.

Come affrontare tale tema, c’è soluzione?

La conoscenza è la via maestra al cambiamento. Oggi più che mai abbiamo bisogno di conoscenza autentica, di evitare semplificazioni e parole di circostanza. La conoscenza nasce dal non sentirsi mai arrivati, dal bisogno continuo di approfondire. Trovo questo bellissimo concetto su un opuscolo di “Libera”. I giovani, oggi come oggi, tendono ad approfondire e alla conoscenza?

E poi la pace, la quale ormai è divenuta un bene “reale” di cui hanno bisogno non solo le nostre città,  ma gli stessi quartieri, o spazi pubblici in cui la violenza e i pericoli di aggressione destano non poche preoccupazioni. Ecco basterebbe rispondere alla più semplice delle domande: cosa significa fare la pace?” Il  diritto alla pace, ciascuna, ciascuno per la sua parte, come realizzarlo? Partendo magari proprio da Bari, “ponte tra Occidente e Oriente”, come sempre più in tanti, definiscono  la nostra città.

Sicuramente c’è parecchio altro di cui un futuro primo cittadino dovrebbe preoccuparsi, ma basterebbe affrontare argomenti come quelli innanzi espressi, per essere al passo coi tempi attuali e non farsi fagocitare da essi. E il tempo dell’attesa, vista la significatività, il valore indubbio di tali interrogativi, è letteralmente, finito.

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