Pietà per la nazione (L. Ferlinghetti)
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Lawrence Ferlinghetti nasce nello stato di New York, a Yonkers, il 24 marzo 1919, da una famiglia d’immigranti italiani-portoghesi-sefarditi. Poeta, romanziere, traduttore, editore, pittore, autore di teatro e drammi radiofonici, fu uno dei fondatori della nota casa editrice “City Lights”. La poesia di seguito riportata fu scritta nel 2008, in occasione del cinquantenario della pubblicazione di “On the Road” di Jack Kerouac, manifesto della Beat Generation, di cui anche Ferlinghetti condivideva le idee.
Pietà per la nazione (alla maniera di Khalil Gibran) Pietà per la nazione i cui uomini sono pecore E i cui pastori sono guide cattive Pietà per la nazione i cui leader sono bugiardi I cui saggi sono messi a tacere E i cui fanatici infestano le onde radio Pietà per la nazione che non alza la propria voce Tranne che per lodare i conquistatori e acclamare i violenti come eroi E che aspira a governare il mondo Con la forza e la tortura Pietà per la nazione il cui fiato è denaro E che dorme il sonno di quelli con la pancia troppo piena Pietà per la nazione Oh pietà per gli uomini Che permettono che i propri diritti vengano erosi e le proprie libertà spazzate via Patria mia, lacrime di te Dolce terra di libertà!
(Pity the nation whose people are sheep, and whose shepherds mislead them. Pity the nation whose leaders are liars, whose sages are silenced, and whose bigots haunt the airwaves. Pity the nation that raises not its voice, except to praise conquerors and acclaim the bully as hero and aims to rule the world with force and by torture. Pity the nation that knows no other language but its own and no other culture but its own. Pity the nation whose breath is money and sleeps the sleep of the too well fed. Pity the nation — oh, pity the people who allow their rights to erode and their freedoms to be washed away. My country, tears of thee, sweet land of liberty.)
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La Costituzione: il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro
A cura di Paola Lacasella
Cos’è davvero la Costituzione? Quante volte ci siamo posti questa domanda? E, se ce la siamo posta, abbiamo trovato una risposta? Troppo spesso, questa, viene ignorata, calpestata, distrutta. E, spetta a noi ricordarci che essa esiste, è viva ed è il punto di partenza per la libertà, l’indipendenza e la dignità di un popolo. Ma, per realizzare un simile progetto, occorre conoscerla e comprenderla. Con l’aiuto e le delucidazioni dell’ex presidente della Corte d’Appello di Bari, il dott. Luigi De Marco, abbiamo provato a dare una risposta a tutto questo.
La Costituzione non è una legge: è un contratto sociale, alla base della legge stessa. Le varie costituzioni hanno vita recente e sono nate come risultato delle varie rivoluzioni e insurrezioni (pensiamo a quella francese o americana): nel caso specifico dell’Italia, come risposta ai totalitarismi (fascismo e nazismo) che avevano messo in ginocchio il popolo. La dittatura fascista aveva distrutto la Nazione, conducendola alla guerra e il nazismo, subentrato al fascismo, aveva ancor più aggravato la situazione. La Resistenza pose l’esigenza del riscatto del popolo italiano e nacque, così, quel comune accordo tra cittadini, incarnato nella Costituzione, che sigillava la libertà con fatica raggiunta e avrebbe dovuto spingere i cittadini ad impossessarsi del potere, a dichiarare e rivendicare i propri diritti e a ricordare i tristi eventi passati perché mai più si verificassero.
Vediamo insieme il senso profondo degli articoli della Costituzione, cominciando dai Principi Fondamentali:
Art.1 “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
Il sovrano della Repubblica Italiana è il solo popolo ed è il popolo a delegare gli organi istituzionali, perché esercitino il potere in forma democratica e conforme a quello che è stato il comune accordo tra cittadini. Dire che la Repubblica Italiana è fondata sul lavoro è una dichiarazione di grande indipendenza e grande dignità. E’ la Repubblica a dover garantire il lavoro ai suoi cittadini e a dover tutelare il loro operato, perché è solo nel lavoro che si realizza la piena libertà individuale.
Art.2 “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
Dire che la Repubblica deve riconoscere e garantire il diritto del cittadino, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali, significa affermare che il diritto del cittadino vien prima di quello della Repubblica ed è ciò su cui la Repubblica si basa. Essa dev’essere lo spazio sicuro ove ciascun individuo può esercitare il proprio lavoro e la propria personalità in tutta libertà e tutela. I diritti dei cittadini sono inviolabili e tutti i cittadini hanno l’obbligo di solidarietà reciproca, unica e sola arma contro la autoreferenzialità.
Art.3 “ Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Quest’articolo esprime una norma che ha cambiato del tutto il diritto. E’ la legge, è la Repubblica che devono imporre e creare l’eguaglianza e tutte quelle condizioni che constribuiscono a realizzarla. Quello delle istituzioni repubblicane è un obbligo: esse sono obbligate a rimuovere qualsiasi ostacolo impedisca ai cittadini la piena espressione della propria libertà individuale.
La nostra dev’essere un’operazione di autocoscienza.
Demolizioni
A Bari, ad angolo tra corso Italia e via Eritrea è stato abbattuto un palazzo d’epoca, probabilmente simile a quello prospiciente che si può osservare in queste fotografie. Ci chiediamo il perché di tale demolizione e, soprattutto, da chi è stata autorizzata.
Come cita una pagina facebook che vi vogliamo segnalare:
SALVIAMO I PALAZZI STORICI DI BARI!!!
https://www.facebook.com/SalviamoIPalazziStoriciDiBari
Chi sa dirci qualcosa di più? Cosa possiamo fare per tutelare la nostra storia?
Siete invitati a postare i vostri commenti o se volete a segnalarci altri casi.
Foto di Donatella Albergo
Contro le barriere architettoniche a scuola
La redazione di LIBERTIAMOCI accoglie l’iniziativa dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
IX Giornata UILDM, perchè le barriere a scuola non hanno giustificazione!
Dal 18 al 31 marzo invia un sms o chiama il numero 45508 per avere scuole libere da barriere architettoniche. E’ l’obiettivo della IX Giornata nazionale UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) con cui prende avvio la campagna “Assente ingiustificato” che vedrà impegnati la UILDM e Cittadinanzattiva nel corso del 2013.
Contribuisci alla campagna “Assente ingiustificato” segnalandoci casi di barriere architettoniche nelle scuole e disagi per gli studenti disabili nella vita scolastica.
Scrivi a: assenteingiustificato@cittadinanzattiva.it o lascia un commento su questa pagina.
(da CITTADINANZATTIVA INFORMA del 7 marzo 2013)
http://rigenerazione.regione.puglia.it/
Vi segnaliamo:
Il 21 MARZO 2013
camera di commercio – BARI WWF Italia – Regione Puglia / Assessorato alla qualità del Territorio DISMISSIONE & RIUSO IN PUGLIA Problemi, buone pratiche, buone idee.
Il convegno, organizzato grazie alla collaborazione fra il WWF Italia nell’ambito della Campagna RiutilizziAMO l’Italia e la Regione nell’ambito della mostra convegno “Rigeneriamo la città Generiamo il futuro”, mira a fare il punto sulle problematiche della dismissione in Puglia, sulle politiche regionali che promuovono buone pratiche di riuso e rigenerazione, sulle esperienze già in atto e su quelle in divenire. Lo sguardo è inoltre rivolto a osservare esperienze significative di riuso nel panorama italiano, che hanno riguardato temi e situazioni cruciali anche per la Puglia. Conclude il convegno una riflessione su politiche e azioni per il riuso e la rigenerazione urbana e territoriale realizzate e in corso nella regione, con l’intento di delineare futuri percorsi di innovazione di approcci e pratiche.
9.30 Inizio lavori. Introduzioni. Angela Barbanente, Assessore alla qualità del territorio Regione Puglia Elio Sannicandro, Assessore all’urbanistica Comune di Bari
1^ SESSIONE – Riutilizziamo l’Italia, riutilizziamo la Puglia: casi, temi, politiche
modera Andrea Filpa, Università di Roma Tre, WWF Italia 10.00 RiutilizziAMO l’Italia: la campagna WWF Adriano Paolella, WWF Italia 10.20 Dismissione & riuso in Puglia. La ricerca per il WWF Francesca Calace con Carlo Angelastro e Luca Lo Muzio Lezza, Polit. di Bari 10.40 Buone pratiche di riuso in Puglia: il racconto di alcuni protagonisti Manifatture Knos / Maurizio Buttazzo Ex Fadda / Roberto Covolo Cava Cafiero / Rosanna Lamacchia Centro Canali / Nicola Panico a seguire commenta Giandomenico Amendola, Università di Firenze
2^ SESSIONE – Le grandi sfide del riuso: esperienze (e) problematiche
modera Roberto Giannì, Regione Puglia 11.30 La nuova vita dell’arsenale di Venezia Roberto D’Agostino, AUDIS – Associazione Aree Urbane Dismesse 12.00 Forme e luoghi delle aree ferroviarie: riuso e nuove infrastrutture Michele Beccu, Politecnico di Bari, ABDR 12.30 Riutilizzare le grandi aree industriali: Bagnoli Francesco Cellini, Università di Roma Tre 13.00 Dibattito 13.30 lunch
3^ SESSIONE – Dismissione e buone idee in Puglia
Approfondimento sui fenomeni di dismissione caratterizzanti il territorio e su idee e progetti in formazione, in forma di scambio di esperienze e opinioni 14.30 Il riuso attraverso i Laboratori urbani Annibale d’Elia Bari: dalle pratiche informali ai progetti di riuso Fabio Losito I borghi rurali in Capitanata Marco Degaetano Riuso come occasione di rigenerazione ecologica Luisella Guerrieri Bisceglie centro storico: un riuso di lungo periodo Giacomo Losapio Rete dei caselli Sud-Est Claudia Valentini Dismissione e riuso: reti di ricerca Alessandro Cariello a seguire commentano: Francesca Pace, Regione Puglia – Antonio de Feo, WWF Italia
16.30 Conclusioni. Riuso e rigenerazione, presente e futuro / Angela Barbanente
IL ROGO DELLA CULTURA
Articolo di Bianca Maria Fanti
La Città della Scienza che brucia ricorda in qualche modo il rogo del nostro Petruzzelli. Anche questa volta, da un incendio deriva un danno incalcolabile al territorio, alle possibilità culturali delle migliaia di ragazzi che in quella particolarissima città da anni si sono lasciati affascinare dalla scienza, al lavoro delle persone che hanno pensato, progettato, realizzato i percorsi didattici più efficaci ed interessanti che possano far innamorare il visitatore. La preoccupazione, però, ha margini più ampi, riguarda un’epoca in cui il teatro Petruzzelli di Bari, così come la Fenice di Venezia, come gli scavi di Pozzuoli o la Città della Scienza di Napoli cessano di rappresentare il fulcro della nostra cultura e quindi della nostra identità, perdono la sacralità che spetta loro e diventano simbolo dell’incuria o, peggio, della criminalità e del degrado culturale in cui si rischia di scivolare se si abbassa la guardia.
Come sempre più spesso accade, la voce dei cittadini si fa immediatamente sentire e chiede di poter intervenire con donazioni e sovvenzioni. Sul gruppo facebook della Città della Scienza si trovano gli estremi del conto su cui effettuare la donazione:
“Per contribuire alla ricostruzione di Città della Scienza è disponibile il conto corrente, intestato a Fondazione Idis Città della Scienza – IBAN IT41X0101003497100000003256 – causale Ricostruire Città della Scienza – questo è l’unico conto corrente dove esprimere il vostro sostegno – grazie di cuore”
Sempre ai cittadini spetta anche il compito di pretendere dai governi (l’attuale e il prossimo) una più attenta salvaguardia del patrimonio culturale italiano, l’immediata ricostruzione del centro di Bagnoli e la chiarezza sull’accaduto.









