Domani, domenica 20 maggio, raccolta fondi per l'”Oratorio Centro Giovanile Rendentore Salesiani di Bari”: una maratona aperta a tutti per le strade del quartiere Libertà, non mancate! (Start: 11:00)
Articolo di Roberta Memmola
Carissimi lettrici e lettori, attraverso quest’intervista al nostro parroco della chiesa di S. Rocco, Benedetto Labate, sul servizio di strada che svolge insieme ad altri volontari ogni venerdì sera, vorremmo rendervi partecipi di una realtà che coinvolge ormai moltissime donne costrette alla prostituzione. Tuttavia vorremmo anche lanciarvi un messaggio di aiuto e speranza, infatti questo è un primo passo per la risoluzione del problema e noi speriamo fermamente che leggendo quest’intervista nasca anche in voi la voglia di approfondire e di cercare davvero un modo per aiutarle.
Quali sono le ragioni principali per cui si prostituiscono le donne?
C’è uno slogan di don Oreste Benzi, fondatore dell’Associazione Giovanni XXIII per la cura delle donne cadute nella schiavitù della prostituzione, che dice: “Nessuna donna nasce prostituta!”. Sia che una donna scelga di prostituirsi sia che venga indotta da altri, ci sono sempre delle cause sociali, economiche, familiari che la portano a una condizione di vita che per nessun motivo può essere dignitosa.
La prostituzione può essere vista come una forma di schiavitù?
La prostituzione è schiavitù; è una forma moderna di schiavitù che non lega con le catene ma che vincola con lacci morali come le condizioni di vita della donna o della sua famiglia, le minacce o a volte anche l’illusione dell’amore che realizza ma che altro non è se non un inganno.
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Il giorno 4 maggio 2012, alle ore 20,30, Nicola Pignataro, Franco De Giglio e Annalena Cardenio porteranno in scena al Teatro Purgatorio lo spettacolo comico “Libretto Malasanitario”. Il ricavato dello spettacolo, organizzato dall’Associazione Amici di Stefano Costantino, sarà devoluto per beneficenza, e verrà utilizzato per la riqualificazione del cortile dell’oratorio della chiesa Redentore, da sempre fondamentale punto di riferimento del nostro quartiere Libertà.
Il giorno 26/05/2012, alle ore 19.00, si terrà nell’Auditorium Parrocchia di S. Rocco, in Via Putignani 237, una relazione del Prof. Francesco Moliterni, docente dell’Università di Bari, dal titolo “Debito pubblico e crisi finanziaria: capire per poter decidere”. L’evento, organizzato dalla “Scuola di formazione politica genitori e figli” e dal gruppo Scout Bari 12 – Agesci, è volto a farci comprendere perché eventi economici, fino a poco fa di esclusivo interesse degli addetti ai lavori, siano improvvisamente diventati così importanti da condizionare il futuro dei singoli cittadini, degli Stati, e della comunità internazionale nel suo insieme, generando problematiche dall’impatto sociale e politico devastante.
Articolo di Agnese Di Nardi
Nel cuore del quartiere Libertà, quasi all’incrocio tra due vie storiche della città (via Crisanzio e via Sagarriga Visconti) dove attualmente è il Centro Studi Baresi, si è aggiunta l’Accademia della lingua Barese di Felice Giovine, figlio di Alfredo. E’ grazie a loro che il dialetto non viene considerato come “improvvisazione, ma materia di studio e d’insegnamento con giuste regole di grammatica e di sintassi”. Si ritorna alle origini, alla difesa e al recupero della lingua madre. Abbiamo incontrato e intervistato il Dott. Felice Giovine, direttore editoriale del giornale “U Corrìire de BBàre” e responsabile del Centro Studi Baresi (http://www.centrostudibaresi.it/bari/Default.asp).
Ecco cosa ci ha detto.
Quali motivazioni l’hanno spinta a portare avanti per tre anni l’iniziativa di pubblicare un giornale in dialetto barese?
L’idea è nata da un famoso detto inventato da mio padre (Alfredo Giovine, per la biografia completa cliccate su http://www.centrostudibaresi.it/bari/articles.asp?id=11) che recita “Chi non conosce le cose della nostra città, più che i forestieri sono proprio i baresi”. Noi non conosciamo la nostra storia, camminiamo sempre con la testa china, non la alziamo mai per guardare cosa ci circonda, perché se la alzassimo, vedremmo dei palazzi che sono splendidi. Anche qui vicino (via Crisanzio angolo via Sagarriga Visconti) c’è un palazzo molto bello in stile Liberty; è una vera e propria magnificenza e con grandi sacrifici viene conservato dai proprietari. Quindi non ci rendiamo conto di cosa abbiamo nella nostra città, in più i baresi sono sporcaccioni, permalosi, strafottenti, il barese ha bisogno di essere “messo sotto” perché solo così dà il meglio di sé. Dico queste cose in modo provocatorio perché vorrei che le generazioni odierne si svegliassero e si rendessero conto che tutto ciò di cui godono ora, è frutto dei sacrifici dei loro nonni, che lavoravano fino a notte fonda. Pensate che in passato i magazzini in particolare di via Melo o via Argiro, che erano le zone dove c’era un grosso commercio, chiudevano ufficialmente alle 20, ma i negozianti si sedevano fuori dai loro negozi e parlavano fra loro, discutevano, si confrontavano e se passava qualcuno che all’ultimo momento doveva acquistare qualcosa, loro continuavano a vendere.
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La nostra redattrice Carla Lucia Leone ci invia questo articolo da Beirut.
Beirut, 30 marzo 2012
E’ passato un anno dall’inizio della Thaura Surieh, la rivoluzione siriana. Il giovedì sera, nei locali di Hamra, a Beirut, i siriani festeggiano il primo compleanno della loro rivolta. Sono giovani, la maggior parte di loro ha lasciato il paese per fuggire al servizio militare reso obbligatorio da quest’autunno. Sono felici, emozionati, euforici, forse solo alticci. Si suona l’oud, si cantano gli inni della rivoluzione, si beve arak, si fuma, si balla la danza debke, si sgranocchiano noccioline e si battono le mani. Qualcuno ha intorno al collo la bandiera della Siria Libera che ha sostituito la fascia rossa, come il sangue dei martiri, con il verde, il colore dell’Islam.
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Articolo di Bianca Maria Fanti
Il 21 marzo scorso Libera ha celebrato in tutta Italia la “Giornata della memoria e dell’impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie”. Anche a Bari ci sono stati momenti commemorativi nelle strade del centro e nella città i vecchia, troppo frequentemente teatro di atti criminali mafiosi. Tra le altre attività, alcuni studenti del liceo scientifico “A. Scacchi” di Bari proposto un loro lavoro: un gioco pensato per coinvolgere e sensibilizzare i coetanei sullo scottante tema della corruzione. (per leggere tutto l’articolo cliccare su “read more”)
Articolo di Agnese Di Nardi Foto di Roberta Giordano
Giovanni Agostino Placido Pascoli (San Mauro di Romagna, 31 dicembre 1855 – Bologna, 6 aprile 1912) è stato un poeta italiano, una figura emblematica della letteratura italiana di fine Ottocento.
Giovanni Pascoli nacque il 31 dicembre 1855 a San Mauro di Romagna, in una famiglia benestante, quarto dei dieci figli (due morti molto piccoli) di Ruggero Pascoli, amministratore di una tenuta della famiglia dei principi Torlonia, e di Caterina Vincenzi Alloccatelli. I suoi familiari lo chiamavano affettuosamente “Zvannì”. Continue Reading
Il sito di Repubblica segnala questa strana apparizione: poster pubblicitari che risalgono a metà del secolo scorso sono riaffiorati sui muri di via Nicolai. Hanno il fascino di un tempo passato eppure raccontano la trascuratezza delle nostre strade…
Date un’occhiata:
http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/03/08/foto/manifesti-31134862/1/
a cura di Bianca Maria Fanti
Prosegue la rassegna organizzata da Libera di libri sulle mafie.
Il prossimo 5 marzo, alle 18, nella sede del bene confiscato in piazza San Pietro 22, nella Città Vecchia, a Bari, Michele Sciacovelli presenterà il suo libro “Quando il crimine paga”, racconto di un periodo della sua vita vissuta in carcere .