Intervista di Valerio Iacovone
A cura di Agnese Di Nardi
Foto di Roberta Giordano
La professoressa è attualmente preside della scuola secondaria di I grado “Giovanni XXIII” a Grumo Appula, ma per diversi anni è stata dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Quasimodo-Melo da Bari”, scuola secondaria di I grado. L’abbiamo intervistata a proposito della sua esperienza come dirigente di una scuola nel nostro quartiere.
Concentrandoci sulla sua esperienza come dirigente scolastico nel quartiere Libertà, cosa pensa dell’influenza che questo ambiente, nel bene o nel male, esercita sugli alunni?
Credo che il territorio influisca in maniera molto pesante e determinante sulla crescita dei ragazzi. Il fatto che il quartiere Libertà sia considerato un quartiere “difficile” corrisponde alla realtà e molto spesso mi è toccato vedere ragazzi pieni di ottime potenzialità, che in altri contesti sarebbero stati ottimi alunni, che erano invece pesantemente condizionati dal fatto di avere un’educazione, una cultura di base, molto modesta, in alcuni casi molto bassa, per cui non riuscivano neppure a mettere a fuoco le proprie potenzialità, non riuscivano a utilizzarle come avrebbero dovuto. Situazioni come queste per noi insegnanti rappresentano una sfida. In questi casi la scuola deve riuscire ad intervenire e a dare dei ritmi diversi, dei modi diversi di pensare, una diversa impostazione e molto spesso ci rendiamo conto che abbiamo dei ragazzi che prendiamo a undici anni e perciò hanno già assorbito molto dal contesto in cui vivono e noi invece abbiamo solo 5 ore al giorno; non è facilissimo controbilanciare un’educazione che viene dal territorio e che è pesantemente supportata anche da un certo tipo di messaggio massmediatico. Le scelte che questi ragazzi fanno del palinsesto televisivo sono quelle del “Grande Fratello”, dei “tronisti”, di “Saranno Famosi” e quindi l’importanza che danno alla scuola è bassissima. Continue Reading