Gli Shoppers

Carissimi lettori e lettrici,

siamo molto lieti di rendervi partecipi di un’altra iniziativa del nostro quartiere  messa in pratica dagli Scout della Parrocchia  S. Rocco.

Naturalmente tutti abbiamo sentito parlare ultimamente dell’ ambiente e delle azioni dell’uomo  che spesso lo danneggiano; per esempio molte volte ci lamentiamo delle buste della spesa in plastica che hanno un impatto ambientale notevolmente superiore alla necessità vera e propria.

Per questo vogliamo informarvi dell’esistenza di altri materiali utilizzabili per la costruzione dei nostri shoppers,infatti,il gruppo scout Bari 12 durante l’uscita invernale ha impiegato un pomeriggio realizzando, da dei vecchi jeans, delle buste per la spesa. In questo modo non solo si riciclano dei materiali di scarto ma si utilizza un materiale che provoca meno danni al nostro pianeta.

Inoltre i nostri shoppers possono essere personalizzati quindi ci consentono di avere sempre il nostro look, anche quando dobbiamo fare la spesa. Vorremmo comunque informarvi che gli shoppers ecologici esistono in alcune zone  d’Italia da tempo ma che se volete contribuire maggiormente alla salvaguardia dell’ambiente potete utilizzare dei vecchi indumenti per crearne uno tutto vostro.

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Rettifica

Carissime Lettrici e carissimi Lettori, siamo molto contenti di poter rettificare un nostro precedente articolo apparso il 14 dicembre scorso sul sito www.Libertiamoci.bari.it, dal titolo “I cittadini collaborano, le istituzioni no”. Infatti i responsabili dell’Amiu ci hanno comunicato che la raccolta differenziata “porta a porta”, prima annunciata, poi rinviata, è ora pronta a partire!!!

Martedì prossimo, 21 dicembre, verranno distribuiti i sacchetti per differenziare i rifiuti, il materiale informativo su come differenziare i rifiuti ed un calendario dove sarà spiegato in quali giorni ed in quali orari depositare i diversi sacchetti affinchè il personale Amiu possa ritirarli.

Ricordiamo che il progetto di raccolta differenziata porta a porta prevede un iniziale coinvolgimento di due soli isolati, ovvero i due isolati di Via Putignani, da Via Manzoni a Via Quintino Sella, scelti come isolati campione. Inoltre i sacchetti serviranno a separare carta e cartone, vetro, plastica ed alluminio.

Nel porgervi gli auguri di buon Natale da parte di tutta la redazione di Libertiamoci, vi invitiamo a collaborare al massimo a questo progetto, specialmente in un periodo dell’anno, quello natalizio appunto, in cui ci sarà sicuramente abbondanza di rifiuti differenziabili. Se gli abitanti del quartiere dimostreranno sensibilità e buona volontà, con ogni probabilità la raccolta differenziata porta a porta potrà essere estesa anche al resto del quartiere!

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La politica riguarda tutti, la politica siamo noi, un’arca per la politica.

La politica riguarda tutti, ogni singolo individuo. Essa si esprime non solo nel modo di pensare, di “dire la propria”, ma anche nel modo di agire, di fare delle scelte, di portare avanti un’idea, per il bene collettivo. È concetto universale, ma anche “locale”. La politica infatti governa il comportamento della società in generale, ma  nasce e si sviluppa nelle  strade, nei quartieri, nei luoghi di aggregazione e di socialità, in una sola parola nella “polis”, dalla quale appunto prende il nome. È qui che si diffonde e si svolge quotidianamente la sua “musa ispiratrice”.

Questo lo sa bene Carlo Paolini fondatore de LARCA Centro di iniziativa democratica, uno spazio politico aperto e libero, al di fuori ma non contro i partiti tradizionali. Un’associazione che opera nel quartiere Libertà con lo scopo di fare politica diffusa ossia di impegnarsi  nel realizzare concretamente i principi della solidarietà, della lotta contro ogni forma di discriminazione, dell’affermazione dei diritti di cittadinanza piena e consapevole, nel rispetto di ogni diversità.

Quanto è difficile oggi fare politica “solidale” e non “sodale”, a tutela dei diritti di tutti e nel rispetto di ciascuno?

Ma esiste ancora la politica oggi? Da anni vedo ingigantirsi fenomeni quali il leaderismo, il populismo, il carrierismo spinto, gli intrecci sempre più stretti tra il mondo degli affari, la politica e la criminalità organizzata, a danno dei cittadini onesti e di chi lavora e s’impegna per il bene comune. Perciò mi chiedo se possiamo ancora collegare la politica con la solidarietà e sussidiarietà. Perché per me la politica è l’arte della sintesi, la capacità di mediare  fra bisogni e tutela dei diritti dei singoli, soprattutto di chi è più fragile, e il governo della comunità tutta, piccola o grande che sia.

Le cronache quotidiane riportano invece notizie di scandali e corruzione diffusa, che inducono molti cittadini a pensare che la politica è una “cosa sporca” da cui starsene lontani. Non è forse dominante la convinzione che chi ci governa pensa solo ai fatti propri e a quelli della cerchia ristretta dei propri familiari, dei propri amici, dei propri soci? E “gli altri”?

“Gli altri” sono pericolosi, perché non hanno nulla a che fare con i loro interessi, sono pertanto dei ficcanaso se non nemici da combattere! Mi rendo conto che in queste condizioni, diventa veramente difficile pensare alla politica come insegnava Don Milani con il suo “I care” Me ne importa… perché “sortirne da soli è l’avarizia, sortirne insieme è la politica”. Ma… io ci credo e continuo a crederci! Anche se con grande fatica, con grande difficoltà. Essere solidali non vuol dire fare la carità, ma significa comprendere che più cresce la qualità della vita per tutti più produciamo libertà, giustizia e democrazia. “Compito dell’educazione  – diceva Einstein –  deve essere quello di formare delle persone che siano capaci di pensare e di agire autonomamente, ma che vedano nella comunità il loro più alto ideale di vita.” E non è forse questo il vero compito della politica?

Viene prima la politica o il “modo di far politica”?

Non c’è differenza o separazione fra la politica e il modo di fare politica: anzi credo che i cittadini abbiano bisogno di vedere messi in pratica metodi nuovi di “far politica”, stanchi dei vecchi riti oscuri e riservati a pochi. Nella nostra associazione, riusciamo a far convivere e dialogare persone diversissime fra loro, per provenienza sociale, per cultura e per idee: la stella polare è un’idea di politica, indirizzata alla realizzazione del bene comune. In questo campo, la forma è anche sostanza.

La diffidenza dei giovani verso la politica o il fare politica è un dato di fatto: come si cura secondo te?

Io ho ancora davanti agli occhi la grande manifestazione nazionale di Libera di qualche anno fa a Bari: non erano forse le migliaia di giovani ad essere protagonisti? Quella massiccia partecipazione giovanile contro le mafie a Bari e in altre città d’Italia, nel Sud soprattutto, non sono forse il segnale profondo di una concezione della politica che si contrappone alla diffusione di un clima di delusione e insoddisfazione, di incertezza verso il proprio futuro, evidente tra la popolazione giovanile?

Il disagio giovanile non è forse causato dalla mancanza di una classe dirigente, non solo politica, capace ed affidabile? Le stesse Istituzioni non appaiono forse ai giovani incapaci di soddisfare le loro esigenze e quindi distanti? Tutto questo non  li convince forse  a stare lontani dalla vita politica quotidiana?

La democrazia partecipata sembra una parola vuota perché mancano quei contenitori politici in grado di accoglierli in libertà ed autonomia. L’assenza dei partiti, ponte naturale fra i bisogni dei cittadini e lo Stato (come li chiamava Bobbio), che ormai non sono  più quelli disegnati dalla nostra Costituzione, è il vero cancro della politica oggi. Il leaderismo e il populismo hanno di fatto sconfitto il confronto tra idee e valori, che sono il sale della dialettica politica.

Che fare allora? Quale può essere la cura per vincere il disincanto dei giovani? Penso che sia necessario far recuperare la fiducia, facendo conoscere più diffusamente le esperienze positive (che ci sono), collegandosi con chi lavora bene nelle Istituzioni, non facendogli vivere in solitudine il suo impegno, sforzandosi di ri-avviare una grande stagione dei diritti: una stagione in grado di riconquistare l’attenzione e la partecipazione delle nuove generazioni perché la garanzia dei diritti è il primo e importante passo verso la ripresa del mondo del lavoro, in grado di sviluppare nuove possibilità occupazionali che diano speranza per il futuro.

Per i bisogni e le necessità dei cittadini, ossia i problemi concreti in cui ci imbattiamo ogni giorno (strade poco pulite, traffico, sicurezza, ecc.),  quale contributo concreto può dare un’associazione come la tua?

Le associazioni che promuovono la cittadinanza attiva, come L’ARCA Centro di Iniziativa Democratica, possono dare un notevole contributo alla realizzazione di una democrazia più partecipata attraverso la conoscenza delle problematiche, che sono complesse da affrontare e da risolvere. I cittadini pensano a volte che basti la bacchetta magica…

Se le strade sono poco pulite, chi le sporca? Se il traffico è caotico, da chi e da che cosa è determinato?  La sicurezza di tutti riguarda solo le forze dell’ordine? E’ solo un impegno repressivo? Di fronte ai problemi concreti, ci interroghiamo, discutiamo, invitiamo persone esperte e solo alla fine facciamo delle proposte. Intanto chi partecipa a questi incontri, si rende conto che una città più pulita è possibile se i cittadini,non solo l’amministrazione, ma tutti facciamo bene la nostra parte.

Prendiamo il problema sicurezza: la repressione è necessaria, i controlli sono fondamentali, ma non bastano. Proviamo a migliorare complessivamente la qualità della vita delle persone, a far crescere il senso di appartenenza dei cittadini alla propria città, a realizzare la sicurezza partecipata: sono persuaso che sarà molto più facile anche mantenere le strade pulite, avere un traffico meno caotico, diminuire i vandalismi  e soprattutto ci aiuterà a farci sentire sicuri, perché ci abituiamo a vivere non in una giungla urbana ma in una comunità cittadina.

Ecco, questo può essere il contributo di maturità e di “amicizia civica” che possono e devono dare le associazioni di cittadinanza attiva.

Il nostro quartiere di cosa ha bisogno per crescere, ossia che futuro ha il “Libertà”?

Il Libertà di Bari è uno dei quartieri più popolosi della città: vi abitano infatti ben 13.943 famiglie, in tutto 38.979 persone (20.141 donne  e 18.838 uomini, secondo i dati del censimento 2001). 3.000 sono i minori (fino ai 14 anni) e oltre 4000 le persone over 65 anni. Come si vede, il quartiere rappresenta insomma una parte rilevante del territorio della città e insieme ai quartieri Marconi, San Girolamo e Fesca, forma l’VIII circoscrizione, che nel suo insieme raggiunge, sempre nel 2001, una popolazione di più di 60mila abitanti.

Altri dati, sottolineati dagli studi del sociologo Enzo Persichella, ci parlano di una realtà sociale assai articolata, fatta di luci e di ombre: risultano 10.886 gli occupati, di cui ben 8.389 sono lavoratori dipendenti. Assai elevato quindi è il numero di persone dai quindici anni in poi che dicono di non lavorare, in quanto disoccupate oppure in quanto non appartenenti alle forze di lavoro (casalinghe, studenti, ritirati dal lavoro, e ‘in altra condizione’). I disoccupati e coloro che sono in cerca del primo lavoro rappresentano quasi il 14 per cento della città e l’8 per cento del quartiere.

Le informazioni riguardanti il lavoro sono già abbastanza pesanti, ma diventano incredibili se si guarda soltanto alla componente femminile: quasi l’80% delle donne risulta non occupata (più di cinquanta su cento si dichiarano casalinghe). Questi dati ‘ufficiali’ però non permettono di cogliere tutte le forme possibili di lavoro svolto in nero, soprattutto quello svolto proprio dalle tante donne che si dichiarano invece ‘casalinghe’. Senza dire poi del lavoro svolto in nero dai tanti minorenni.

Purtroppo il Libertà rappresenta oggi uno dei quartieri più degradati della città, perchè da decenni non ha visto nessun intervento strutturale, per cui l’abbandono la fa da padrone. Inoltre manca una visione d’insieme per cui gli interventi realizzati, pochi ad onore del vero e tutti in questi ultimi cinque anni, sono stati tutti interventi particolari che non hanno avuto riguardo del quartiere nella sua totalità. Di questa situazione complessiva ne risentono le stesse attività commerciali e produttive.

La mobilità urbana del quartiere contribuisce così, con la crescita abnorme del traffico automobilistico, ad evidenziare una rete stradale inadeguata e a rendere irrespirabile l’aria in molti momenti della giornata. Il Libertà è anche sede del tribunale intorno al quale si è sviluppato un indotto di grande portata, ora minacciato da chi continua ad ipotizzare di trasferire il polo giudiziario barese.

Cosa fare? Fare del quartiere Libertà una  zona strategica per l’intera città.

Fiera del Levante, Stadio della Vittoria e Piscine Comunali, ansa di Marisabella, Stazione, Università degli Studi, Cittadella della Cultura e Tribunale, se collegati all’interno di una strategia di connessioni, possono suggerire (anche ma non soltanto all’urbanista) la progettazione di un serio piano di riqualificazione ambientale. Si tratta di rilanciare e qualificare lo sviluppo e la qualità della vita del quartiere, di rivalorizzarne certo la memoria storica, ma comprendendo anche i profondi mutamenti avvenuti in un quartiere che da essere prettamente barese si è trasformato nel quartiere più multietnico della città, con tutti i problemi che questa situazione può comportare.

Un piano di riqualificazione che torni a valorizzare il groviglio urbano di strade e viuzze, animate dal piccolo commercio, per far uscire il quartiere dalla sua condizione ghettizzante di periferia interna alla città.

Un’attenta politica di riqualificazione e di riuso può recuperare questa zona altamente popolata nella sua originaria bellezza.

Sul nostro sito www.arcabari.it si possono leggere i suggerimenti e le proposte che facciamo per migliorare il quartiere Libertà e la vita complessiva di chi ci vive, di chi ci lavora e di chi viene come ospite.

Parlar male è facile: quali sono le cose positive a tuo avviso riguardanti la città e più nello specifico il nostro quartiere?

Il Libertà, quartiere storico ma “periferia interna” alla città, presenta una gran vivacità, non ha ancora perso del tutto le tracce del mondo artigianale di un tempo e in alcune vie (come via Crisanzio ad esempio) vediamo alcuni dei portoni più belli della città, mentre i balconi conservano le belle ringhiere in ferro battuto di un tempo. La presenza di molti artigiani se ri-valorizzata può rappresentare il momento di ripartenza dello sviluppo economico del quartiere. Fiera del Levante, Stadio della Vittoria e Piscine Comunali, Stazione, Università degli Studi, Cittadella della Cultura e Tribunale, il Redentore, la palestra ex Gil, ecc.: sono il fulcro del ricollegamento alla città nel suo insieme, per non essere più periferia.

La città – anno dopo anno – sta scalando posizioni a livello nazionale in termini di qualità della vita, contrariamente a quanto avveniva fino a qualche anno fa. Molto è stato fatto nel campo ambientale, in quello della mobilità urbana, nel settore delicato del welfare cittadino che ha uno sguardo particolare al mondo degli ultimi, quello dei “senza voce”. Ultimamente è stato aperto uno spazio anche per la musica al Kursaal Santalucia, ma molto resta ancora da fare proprio per quanto riguarda gli spazi per i giovani che devono impegnarsi in prima persona, da protagonisti, se vogliono che la loro città corrisponda ai loro sogni e bisogni!

I CITTADINI COLLABORANO, LE ISTITUZIONI NO

 

             Cari Concittadini del Quartiere Libertà,  come avevamo già annunciato, il gruppo di “Scuola di Formazione alla Cittadinanza Attiva per genitori e figli“, nato spontaneamente nel nostro quartiere, ha lanciato lo scorso 23 novembre una campagna di sensibilizzazione alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Insieme al Gruppo Scout Bari 12 ci siamo resi disponibili ad effettuare addirittura una raccolta porta a porta, fornendo così  un concreto supporto alle istituzioni che a ciò sono preposte.

Chi legge il nostro giornale sa che l’ing. Ventrella dell’AMIU e il dott. Antuofermo dell’ottava Circoscrizione, ciascuno per conto rispettivamente del Presidente dell’AMIU dott. Savino e del Presidente della Circoscrizione dott. Tartarino, hanno parlato della raccolta differenziata “spinta” alle  persone del quartiere  riunitesi proprio per conoscere i dettagli dell’operazione e per sentirsi illustrare la bellissima iniziativa che ora…SI E’ GIA’ BLOCCATA!! Infatti, pare che  l’AMIU si sia resa conto solo dopo il lancio ufficiale che la strumentazione non è ancora pronta, e non lo sarà per qualche mese.

La collaborazione dei cittadini, la disponibilità delle organizzazioni spontanee è ancora una volta mortificata dall’inefficienza e dalla disorganizzazione dell’apparato pubblico.

Noi non ci scoraggiamo,  consapevoli e convinti che il problema dei rifiuti urbani abbia soluzioni alla portata di tutti e insisteremo perché le istituzioni siano all’altezza dei cittadini che esse rappresentano.

La signora A.C.

La signora di cui parleremo oggi si chiama A.C.
Lei non sa che stiamo parlando di lei, e probabilmente non leggerà questo articolo perchè non sa maneggiare un computer e non ha neanche la connessione internet a casa sua. Questa signora ha ottacinque anni, di cui ottanta vissuti nel quartiere Libertà (è stata fuori durante i cinque anni della guerra) e settantacinque nella devozione a Nostro Signore.  A.C. è infatti molto credente, tanto da non rinunciare mai, quando l’età e il fisico glielo consentivano, al quotidiano appuntamento con la preghiera nella chiesa di San Rocco, diventata per lei quasi una seconda casa. Allora era conosciuta da tutti i parrocchiani, oggi un po’ meno. Se chiedessimo di lei a qualche rappresentante della “vecchia guardia” sicuramente la ricorderebbe, ma i nuovi avventori non possono conoscere A.C.
Da un po’ di tempo infatti questa signora soffre di artrosi al ginocchio destro e, anno dopo anno, ogni movimento per lei è diventato faticoso, tanto che oggi A.C. esce di casa con l’aiuto di una badante. Figuriamoci se in queste condizioni può andare a San Rocco, la chiesa più vicina a casa sua eppure così lontana; e così oggi segue la messa in televisione la domenica.
Questo era solo un esempio, ma si potrebbero raccontare tanti casi di anziani che non possono più soddisfare le loro passioni a causa dell’avanzare del tempo, ma anche del disinteresse generale della questione. Tante infatti sono le promesse della classe dirigente circoscrizionale e anche comunale sugli aiuti agli anziani. Certo è comprensibile che spesso si sovrappongono altri problemi anche più gravi, come la micro criminalità che purtroppo c’è. Possiamo anche ammettere che qualche passo avanti è stato fatto, ma non è abbastanza.
Per fortuna la situazione non è tragica per tutti gli anziani, compreso per A.C., che oltre a potersi permettere una badante amorevole che oramai le vuole bene come fosse una zia (un insegnamento sull’integrazione), ha a disposizione una famiglia, tre figli e tre nipoti, che la amano e fanno di tutto per aiutarla.
Ma non tutti gli anziani sono così fortunati, infatti molti, vuoi per mero disinteresse o anche per reale mancanza di tempo dei familiari, sono soli e a volte non possono nemmeno permettersi economicamente un aiuto. Ma nemmeno l’aiuto dei parenti, che pure hanno una loro vita, basta; dovrebbe quindi intervenire la politica nel suo significato più nobile: politica infatti significa “di interesse generale” e soddisfare gli interessi di tutti vuol dire soddisfare anche quelli di queste persone che senza l’aiuto dei servitori dello Stato, quindi indirettamente dei nostri servitori, non ce la fanno.
Insomma chiediamo alla circoscrizione Libertà (e anche alle altre, dato che non esiste solo la nostra circoscrizione) e, se necessario, al comune di istituire un servizio pubblico e gratuito, anche composto da volontariato se “non ci sono i soldi”, di assistenza per gli anziani del quartiere.
Ammettiamo pure un margine e la circoscrizione potrebbe risponderci che un servizio del genere esiste. Se così fosse, chiediamo allora ulteriori informazioni su di esso per poi diffonderle e “spargere la voce” di un esempio di buona politica che può essere modello per gli altri quartieri e che tanto servirebbe in un momento di sfiducia generale come quello in cui viviamo.
Giovanni Miccolis
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IL QUARTIERE LIBERTA’

Cara Lettrice e caro Lettore, benvenuto a bordo! Siamo felici di accompagnarti in un  viaggio nella storia del nostro quartiere! Spinti dalla curiosità di conoscere l’origine dei nomi a cui sono dedicate piazze, piazzali, vie, viali e vicoletti, ci avventureremo in un viaggio a ritroso nel passato più o meno lontano ed incontreremo personaggi, ripercorreremo eventi che sono stati tanto significativi per la nostra città da meritarsi  l’intitolazione di una strada; in questo percorso ci aiuteranno i volumi “Le strade di Bari” di Vito Antonio Melchiorre (Periodici Locali Newton). Quindi  accomodati pure e …..buon viaggio!!! Ricordati che se vuoi partecipare attivamente, se hai fotografie d’epoca, articoli di giornale e altro materiale che riguarda la storia del nostro quartiere, puoi contattarci tramite la redazione del nostro sito www.Libertiamoci.bari.it .

Come prima tappa abbiamo pensato di iniziare proprio dal quartiere Libertà.

Il 23 gennaio del 1927, una deliberazione del podestà diede atto per la prima volta che fin dal 1890 si era formato spontaneamente, ad occidente del borgo murattiano, un nuovo rione delimitato da via Manzoni, dalla cinta daziaria (le mura che delimitavano i confini della città) e dalla spiaggia. All’epoca la città era suddivisa in quattro quartieri, e il nuovo quartiere venne incluso nel terzo, denominato “del Littorio”, insieme al rione Picone, alla zona industriale del tempo (l’odierna S. Cataldo) e al territorio rurale che si estendeva fino a Macchie.

Nel 1951, il 14 maggio, il consiglio comunale, in seguito ad un riordino dei quartieri, chiamò il rione individuato nel 1927 “Libertà”, con i limiti segnati ad est da via Brigata Bari, a nord dalla costa marittima, ad ovest da via Caracciolo e a sud dal raccordo ferroviario Bari-porto.

Un successivo provvedimento consiliare del 26 gennaio 1970 precisò meglio i confini: a nord la costa marittima, da via Pizzoli a via Brigata Regina; a sud la ferrovia Bari-Foggia; ad ovest il raccordo ferroviario Bari-porto; ad est via Pizzoli, piazza Garibaldi e via Manzoni.

La popolazione risultava dedita per la maggior parte al commercio e all’artigianato. Questa parte di Bari costituì una delle prime aree di espansione al di fuori del quadrilatero murattiano e conserva non pochi ricordi del passato cittadino, a cominciare da quello spiacevole delle inondazioni provenienti dalla Murge, che l’alveo del Picone scaricò violentemente lungo via Manzoni: alcune targhe, ancora visibili sulle facciate di stabili più datati, ricordano che nel 1905 l’altezza dell’acqua raggiunse i 20 centimetri, nel 1925 i 30 cm, nel 1926 gli 80 cm.

Il quartiere Libertà conserva però anche le tracce dei fatti più notevoli di progresso civile verificatisi a Bari. Una targa in pietra  posta dal sindaco Giuseppe Bottalico sulla ex manifattura tabacchi (in fondo a via Nicolai), attesta infatti che il 24 aprile 1920 venne posta proprio in quel luogo la prima pietra per la realizzazione della fognatura. Lo stesso edificio su cui è presente questa targa, ha del resto accolto, all’inizio del secolo, uno dei maggiori impianti industriali dell’epoca, ora trasferito in luogo più idoneo.

Non si può inoltre dimenticare che in via Napoli sorse la prima officina del gas, che il corso Mazzini fu il primo rudimentale campo di aviazione barese su cui si svolse nel 1911 uno dei primi esperimenti di volo in Italia e che, nel 1882, la tramvia Bari-Barletta cominciò a far partire i suoi piccoli treni da piazzale Disfida di Barletta, denominato all’epoca “Pennacchio”, perché intorno al 1863 lì era stato fucilato il brigante Giuseppe Pennacchio.

Se si rilegge la storia secentesca di Bari, scritta dal gesuita Antonio Beatillo, si apprendono notizie che vanno collocate ancora più indietro nel tempo. Come ad esempio quella che, nel 1555, la regina Bona Sforza, reduce dalla Polonia, prima di dirigersi al castello, appena sbarcata a Bari sostò in un angolo dell’attuale piazza Garibaldi, là dove furono eretti nei primi anni del XVII secolo, la chiesa ed il convento di San Francesco da Paola.

Infine non vogliamo trascurare la notizia affascinante, riportata dagli storici locali, che il 25 maggio 1040, dopo la vittoria di Argiro sui bizantini, quest’ultimo fu consacrato duca di Bari nel tempio di S.Apollinare, posto non lontano dall’odierna chiesa di S.Francesco da Paola.

Incontriamo l’AMIU

Lettrice e caro Lettore,

il 23 novembre scorso si è tenuto presso la Parrocchia San Rocco l’incontro con l’ing. Antonio Ventrella, responsabile del coordinamento servizi esterni dell’ AMIU. All’incontro ha gentilmente preso parte anche il dott. Michele Antuofermo, in rappresentanza del Presidente di Circoscrizione Dino Tartarino.

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO.

Proprio il dott. Antuofermo è intervenuto per primo entrando direttamente nel vivo della questione e cioè esprimendo l’assoluta necessità che i singoli cittadini contribuiscano in modo rilevante alla tutela dell’ambiente, incominciando con il fare una corretta raccolta differenziata, cosa che purtroppo nel nostro quartiere avviene ancora con qualche difficoltà. Per questo la Circoscrizione ha deciso di aderire al progetto dell’Amiu di raccolta differenziata spinta o “porta a porta”, ovvero una raccolta differenziata più marcata rispetto alla sola presenza dei cassonetti, che consentirebbe una maggior differenziazione e garantirebbe una riduzione dell’accumulo dei rifiuti indifferenziati in discarica. Questo tipo di raccolta differenziata viene già effettuata in sei quartieri di Bari e sta dando ottimi risultati. Per quanto riguarda il quartiere Libertà, il progetto prevede un iniziale coinvolgimento di due soli isolati, ovvero i due isolati di Via Putignani, da Via Manzoni a Via Quintino Sella. Via Putignani è stata scelta come strada campione, la Circoscrizione ha effettuato un censimento per conoscere il numero esatto di abitanti, uffici, locali commerciali, e verranno messe in atto politiche di informazione capillare, che coinvolgeranno anche le scuole. L’idea sarebbe quella di partire da questi due isolati e con il tempo estendere la raccolta differenziata spinta a tutto il quartiere; naturalmente questo comporta dei costi rilevanti per l’Amiu (manodopera per il ritiro, smaltimento), quindi è necessario che ci sia una risposta positiva da parte della cittadinanza  che dimostri che “l’impresa vale la spesa”.

RACCOLTA DIFFERENZIATA: PERCHE’?

L’ing. Ventrella è intervenuto dicendo che la raccolta differenziata è un obbligo per tutti i cittadini, ed è obbligo dell’Amiu (azienda pubblica alla quale il Sindaco ha affidato il servizio di igiene pubblica) diffonderla secondo criteri di economia, efficacia ed efficienza. L’ingegnere ha definito la raccolta differenziata come “la tecnologia più povera a disposizione” per risolvere il problema dei rifiuti. Il rifiuto rappresenta un problema in termini di quantità di materiali che si accumulano in tempi brevissimi, ma anche in termini di tipologia di rifiuto, infatti spesso si tratta di rifiuti che hanno un elevato carico di pericolosità, basti pensare a farmaci, pile, batterie, elettrodomestici.  A ciò si aggiunge la cosiddetta “frazione organica”, ovvero quella rappresentata dai materiali deperibili (scarti e avanzi di cibo) che vanno incontro a putrefazione e di conseguenza rappresentano un ricettacolo di germi nonché “luogo di attrazione” per animali di ogni genere.  Dove finisce tutta questa massa  di materiali mescolati e sporchi? Finisce in discarica, in una grande voragine del territorio che viene riempita con i rifiuti. Ma questa voragine non impedisce che si diffondano biogas e percolato. Queste sono le sostanze che vengono liberate durante la decomposizione dei rifiuti: il biogas (metano) è più dannoso dell’anidride carbonica che proviene dai gas di scarico delle auto; il percolato è un liquido composto da diverse sostanze ed è difficile da depurare, quindi finisce nel suolo e nel sottosuolo. Fortunatamente la legge Ronchi del 1997 ha vietato che il rifiuto si porti così com’è dal cassonetto alla discarica, ma passi prima attraverso gli impianti di biostabilizzazione che riducono notevolmente la carica batteriologica dei rifiuti. Ad ogni modo rimane il problema che le discariche prima o poi si riempiono di rifiuti, risultano sature e vanno  cercate altre discariche, dando il via ad un circolo vizioso che non vede conclusione se non riducendo il volume di rifiuti indifferenziati che giungono nella discarica.

E qui entra in campo la raccolta differenziata che parte da semplici norme di comportamento quotidiano, come scegliere prodotti con poco imballaggio o prodotti che possono essere usati più a lungo. A livello europeo esistono già delle leggi che prevedono la riduzione degli imballaggi ed il loro recupero obbligatorio. Esistono dei consorzi che si occupano di questo, per esempio il CONAI (consorzio nazionale imballaggi) o il COREPLA (consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica) che garantiscono il riciclo di materiali di imballaggio.

In particolare esistono sei filiere per quanto riguarda il recupero degli imballaggi:

  1. Carta & cartone (eccezionalmente si raccolgono anche giornali)
  2. Plastica (imballaggi per liquidi in PET, PE, PVC)
  3. Legno (cassette di legno)
  4. Vetro (barattoli in vetro)
  5. Alluminio (lattine)
  6. Banda stagnata (confezioni di acciaio al carbonio rivestite di stagno).

Qui il cittadino si inserisce per ridurre questa massa enorme di rifiuti e riavviare questi materiali al riutilizzo rendendole “materie prime seconde”. Non esistono tecnologie per ridurre i rifiuti, l’unico modo è separare i materiali e ridurre la quantità di indifferenziato. In questo modo le discariche dureranno più a lungo. La legge prevede che entro il 2012 si debba differenziare al meno il 65% di rifiuti, noi siamo al 25%; c’è ancora molto lavoro da fare, ma l’Amiu ci accompagna in questo percorso con iniziative come la raccolta differenziata “porta a porta”.

DETTAGLI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA “PORTA A PORTA”.

La sperimentazione di raccolta differenziata spinta coinvolgerà solo la frazione secca (carta, vetro, plastica e alluminio) questo perché, poiché nel nostro quartiere non è possibile utilizzare cassonetti condominiali per l’elevata densità di popolazione, l’Amiu si servirà di sacchetti che verranno distribuiti alla famiglie che li riconsegneranno al personale Amiu in giorni ed orari prestabiliti, lasciandoli all’esterno del portone del condominio. Appare quindi evidente come lasciare in strada sacchetti contenenti la frazione umida, sia da evitare per questioni igieniche (attirerebbero insetti ed altri animali e sporcherebbero il suolo pubblico). L’Amiu però sistemerà dei grandi bidoni color marrone per strada, che saranno chiusi a chiave e le chiavi affidate alle famiglie,  affinchè si possano porre lì i rifiuti contenti la frazione organica.

Naturalmente non verranno rimossi dalle strade i classici bidoni blu, verdi e gialli dove tanti volenterosi cittadini, già da tempo differenziano i loro rifiuti.

In questo progetto noi affiancheremo l’Amiu e la circoscrizione nella distribuzione dei sacchetti e del materiale informativo e saremo disponibili per raccogliere tutte le eventuali segnalazioni negative e positive dei cittadini.

Per maggiori informazioni potete rivolgervi:

  • all’AMIU:

http://www.amiubari.it/

numero verde Amiu: 800-011558

  • alla 8^ Circoscrizione (Libertà-Marconi-S.Girolamo-Fesca):

Via Giovanbattista Trevisani 206

ORARI: lunedì, mercoledì e venerdì 9.00/12.00; mercoledì e giovedì 15.30/17.30.
Tel. 080/5772953  – 080/5772953

rip circoscrizione8 comune bari it

  • al nostro sito:

www.Libertiamoci.bari.it

Infine per soddisfare la tua curiosità ed approfondire l’argomento puoi visitare i seguenti siti Internet:

www.conai.org

www.corepla.it

www.it4test.com
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Missione popolare

Articolo di Luigi Laguaragnella.

Per visualizzare il video a schermo intero, fare doppio click sul riquadro.

Raccolta differenziata porta a porta: Come e Perchè?

Cara Lettrice e caro Lettore,

come forse avrai letto nello scorso articolo  Work in progress,  stavamo definendo una collaborazione con l’AMIU…..ebbene, siamo lieti di invitarti ufficialmente Martedì 23 Novembre alle ore 18.30, presso la Parroccchia San Rocco, per partecipare ad un incontro durante il quale il Responsabile del Coordianamento Servizi Esterni dell’ AMIU, il dott.ing. Antonio Ventrella, ci guiderà nel mondo della raccolta differenziata.

Lo scopo di questo incontro è quello di rendere i cittadini consapevoli dei rischi a cui tutti noi andiamo incontro rimandando ancora l’attuazione di una seria raccolta differenziata dei rifiuti; rischi che non appartengono ad un futuro lontano che non ci coinvolge, ma al presente nel quale viviamo.

L’ingegner Ventrella esporrà inoltre le iniziative di raccolta differenziata “porta a porta” che sono state attuate in quartieri come Japigia, S.Pasquale e Poggiofranco e che l’AMIU vorrebbe attuare anche nel nostro quartiere. La raccolta differenziata domiciliare  ha visto una forte collaborazione da parte degli abitanti dei suddetti quartieri e certamente noi non vogliamo essere da meno, quindi occorre una solida conoscenza su come eseguire una corretta raccolta differenziata; a tale scopo durante l’incontro verrà distribuito del materiale informativo che potrà tornarci molto utile, e potremo chiedere all’ingegner Ventrella di sciogliere una volta per tutte i nostri dubbi su  dove collocare i rifiuti più disparati!

Quindi accorrete numerosi, vi aspettiamo Martedì 23 Novembre alle ore 18.30 presso la Parrocchia del Preziosissimo Sangue in San Rocco, in Via Sagarriga Visconti 57.

Di seguito la locandina dell’evento in formato stampabile: Locandina incontro AMIU.


2 novembre

Pomeriggio del 2 novembre: il cielo rovescia su Bari una pioggia scrosciante ed il cimitero di via Crispi, di solito pieno di gente in questa triste data, è quasi deserto. I viali sono grigi e tetri, ma la distesa di fiori freschi e colorati racconta che il giorno precedente  in tanti hanno rispettato la consuetudine di onorare il ricordo dei cari che non ci sono più.

Il viale d’ingresso conduce alla zona monumentale. Molte cappelle sono recenti ed evidentemente ancora visitate, ma per la maggior parte i mausolei sono cadenti e quasi abbandonati.  I cognomi sulle architravi parlano di grandi famiglie baresi o di gente che comunque ha sperato per sé e per i parenti l’unità e la vicinanza nel tempo e costruito una casa che li accolga dopo la vita.

In realtà, questo è un posto che parla del tempo. Qui si trova la storia della città: l’altare dedicato ai caduti della prima guerra mondiale, con i luoghi delle grandi battaglie e l’elenco dei soldati che non ne sono tornati, la piccola ed isolata zona delle tombe ebraiche, separata con un cancello dalle altre, ricordano che la città ha una storia ed una fisionomia che tendiamo a dimenticare.

Uscendo dai grandi cancelli sotto la pioggia scrosciante, si ripiomba nella quotidianità dei problemi del nostro consueto quartiere Libertà: fiori troppo cari, traffico paralizzato dalla pioggia, soprattutto nella zona del sottopassaggio, allagamenti e doppie file. Sarà il tempo, ma oggi di abusivi neanche l’ombra…

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